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Fernanda Pinna
Tiziana Esu
Matteo Pisu
Nell’ambito dei Festeggiamenti in onore dell’Assunta, il 16 agosto, nella parrocchiale di san Nicolò in Guspini, alle 19si è tenuto il Concerto “Lode a Maria”. Alla presenza del presidente del comitato della festa Roberto CartaSi sono esibiti, del parroco don Nico Massa e di molti amanti del canto sacro, in una serata dalle temperature quasi impossibili, si sono esibiti i cori “In…cantu de Coro”, diretto abilmente dal maestro Massimo Atzori e “Inkantos d’Olìa” di Dolianova, sapientemente diretto dal maestro Boris Smocovich. I due cori, diversi per sensibilità ed esperienze, si sono completati cantando le Lodi a Maria.

Alcuni canti del repertorio classico si sono uniti a composizioni più recenti e in lingua sarda.
Il primo coro a esibirsi è stato il Coro Polifonico “In…Cantu de Coro” di Guspini che da 12 anni, nei giorni nei quali i guspinesi ricordano l’Assunzione al cielo della Madonna, la celebra con la musica e le voci. Si è iniziato con un canto in sardo “O Maria Reina” per continuare con il famoso brano di Marco Frisina “Madre fiducia nostra” e due “Ave Maria”, quella di Lorenzo Perosi e quella del compositore fiammingo del Rinascimento Jacques Arcadelt. Il primo momento si è concluso con il “Deus Ti salvet Maria” armonizzato dal maestro Massimo Atzori.

È stata, quindi, la volta del coro “Inkantos D’Olìa” che ha unito musica sacra, a brani classici: “Panis Angelicus” di C. Casciolini, “Ave Maria” dalla “Missa cantata cunzertu” in lingua campidanese di Francesco Congiu, “Improvviso” di Bepi De Marzi, “Luna de marzu” del compositore Mariano Garau, scritta su testo poetico in lingua sarda di Montanaru (Antioco Casula), “Maria Lassù” ancora di Bepi De Marzi e “Gabriel’s oboe” di Ennio Morricone.

Nella parte finale gli ultimi canti eseguiti da “In… cantu de coro”: “l’Ave Maria” di Tore Erriu, il “Magnificat” e “Lodate Maria” di Lorenzo Perosi al quale ha fatto seguito il canto gregoriano “Ave Mari Stella” e quello che le donne e gli uomini guspinesi da sempre cantano, dopo il rosario in sardo, ogni sera dal 13 luglio al 13 agosto di ogni anno in attesa de sa Festa Manna, “is Goggius de S. Maria Assunta”, adattato a quattro voci dispari. Is Goccius, più antichi in lingua sarda non vanno oltre gli inizi del 1700 e risalgono alla dominazione catalana. In tutta l’isola ne esistono molte versioni. La loro struttura è molto semplice e sempre uguale perché doveva essere facile da ricordare: una quartina iniziale che si ripeterà dopo ogni strofa e sa torrada, il ritornello che si ripete dopo ognuna delle quattordici ottave - strofe, cubas, per chiudersi “con sa retroxa negli ultimi due versi finali del ritornello. La versione più antica e conosciuta di quelli che si cantano a Guspini è quella custodita nell’archivio parrocchiale di san Nicolò, raccolta in un libretto scritto a mano a opera di Raimondo Lampis e datata 10 maggio 1852.

I cori all’unisono hanno quindi eseguito l’ultimo Canto, il “Deu ti salvet Maria”. Il pubblico non ha fatto mancare il suo sostegno sottolineando con gli applausi le esibizioni. I grazie sono stati obbligatori e dovuti: ai presenti, al Comitato della Festa, alla comunità parrocchiale di San Nicolò guidata da don Antoni Massa, che da 12 anni accoglie la polifonica “In…Cantu de Coro” nel concerto in onore dell’Assunta.
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