Guspini calcio: cinquant’anni ma non li dismostra


di Maurizio Onidi [caption id="attachment_41976" align="alignleft" width="200"] Stefano Serpi[/caption] Ripercorrere la storia del calcio guspinese non è né facile né semplice per tutta una serie di ragioni. Voglio dare anch'io il mio piccolo contributo in termini di ricordi. Partendo proprio  dall'infanzia ricordo che nei primi anni 60 il Guspini giocava con la maglia della Sampdoria nel campo sportivo "Su Legau" con il fondo in sabbione. Il pallone era di cuoio e quando si bagnava colpirlo di testa non era piacevole per i giocatori. Il portiere indossava dei pantaloncini imbottiti e per rendere più "dolce la tuffata" si spargeva nell'area di porta della segatura. A cavallo degli anni 60/70 venne costruito lo stadio e  con esso naque anche la squadra che tante soddisfazioni avrebbe dato ai tifosi locali. Grazie a presidenti e dirigenti come  dott. Camoglio, Lorenzo Guidarelli,  Tarcisio Corrias, Giovanni Boi, Siro Agus, Aldo Ariu, Vinicio Atzori, Livio Steri tanto per citarne alcuni che nel corso degli anni si sono alternati alla guida della compagine mineraria e alla stretta collaborazione con la Fortitudo dell'oratorio, guidata dall'instancabile presidente Luigi Saba, nel campionato 1969/70 venne promossa in serie D. Una grande squadra allenata da un grande tecnico di nome Gorini. Come non ricordare giocatori del calibro di Santus, Matta, Manca, Foddi, Pireddu, Pistolesi e il gruppo dei locali provenienti in blocco dalla Fortitudo come Tocco, Carta, Garau, Arena e il compianto Paolo Dessi'. Come  tutte le società sportive  che si rispettano anche il Guspini qualche giro sulle montagne russe lo  ha fatto, retrocessioni fino alla seconda categoria e poi nuovamente in promozione e ancora eccellenza. Passano gli anni e arrivano giovani dirigenti e futuri presidenti come Stefano Serpi che può essere definitivo il decano dei presidenti del Guspini calcio. «Sono entrato nella società sportiva nel lontano 1982 perché credevo e credo nello sport e ritengo che ciascuno di noi, compatibilmente con le proprie forze, competenze, disponibilità e quant'altro», dichiara il presidente Stefano Serpi, «debba fare la propria parte per dare una contributo grande o piccolo, per far crescere il paese in cui si vive. Per quanto riguarda la parte tecnica mi fa piacere ricordare che sotto la mia gestione, in sette anni siamo passati dalla seconda categoria all'eccellenza. Un grosso risultato che si è potuto ottenere solo con tanta determinazione, lavoro duro, impegno anche economico e ovviamente con il gioco di squadra e non mi riferisco solo alla parte calcistica». «In tutti i campi dove abbiamo giocato», sottolinea il presidente, «ci siamo fatti apprezzare per correttezza e lealtà no solo sportiva. A tale proposito desidero ricordare che siamo stati fra i primi, in campo calcistico regionale, ad adottare "il terzo tempo" come avviene nel rugby. A fine partita, indipendentemente dal risultato della gara e degli episodi che possono accadere in campo, creiamo questo incontro conviviale tra i giocatori e i dirigenti delle due squadre. Tale iniziativa ormai sta prendendo piede e di questo ne siamo particolarmente felici», puntualizza con un sorriso di soddisfazione Stefano Serpi. Ha un sogno nel cassetto? «Mi piacerebbe che un giorno, mettendo da parte i campanili e unendo le forze,  si potesse realizzare una squadra che mettesse insieme gli atleti di Arbus, Gonnosfanadiga e Guspini . La chiamerei "ArGoGu" che aldilà dell'acronimo sarebbe una fatto di straordinaria importanza e dai mille significati non crede?». Come non condividerlo.

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