Dopo la forza interruzione dovuta alla pandemia, nel mese di aprile 2023 ha organizzato il progetto di screening gratuito “Noi ci pensiamo prima, un’ecografia può salvarti”. Il progetto ha lo scopo di sensibilizzare le persone verso la prevenzione, sottoponendosi periodicamente a esami ecografici di screening.
Grazie alla collaborazione dell’Avis di Guspini, gli esami ecografici sono stati effettuati dal personale medico dell’Associazione Medici Della Prevenzione.
Il programma si è svolto secondo il calendario: il 5 aprile dedicato a ecografia tiroidea, l’11 ecografia di prevenzione dei tumori del fegato, il 17 ecografia mammaria e il 19 ecografia prostatica.
«Anche grazie alla capillare diffusione delle locandine la risposta delle persone è stata notevole, si sono state sottoposte a ecografia 212 persone», afferma il presidente Giorgio Tuveri, «Con la precisazione che lo screening ecografico può presentare limiti diagnostici, è estremamente utile perché consente di segnalare eventuali patologie, in quel caso la persona interessata viene consigliata di sottoporsi ad ulteriori accertamenti. Quindi non serve a chi ha già patologie accertate ma è di fondamentale importanza per le persone che scoprono di avere patologie che necessitano di ulteriori esami e adeguate cure».
«La campagna di screening», aggiunge il presidente, «ha evidenziato un numero rilevante di persone con la presenza di patologie da sottoporre a ulteriori accertamenti. In particolare 26 persone per ecografia tiroidea, 12 per ecografia del fegato, 7 per ecografia mammaria, 10 persone per ecografia prostatica. Numeri, cioè persone, piuttosto rilevanti. Ecco: se anche una sola di quelle persone, dico anche solo una, viene a conoscenza di avere una patologia e riesce a curarsi in tempo, come volontari abbiamo raggiunto il nostro scopo: aiutare le persone.
In base ai numeri si evidenzia che: le donne sono di gran lunga più attente e sensibili alla cura della propria persona, le persone che si sono sottoposte a screening sono di età media o medio-alta. Si sono presentati pochi giovani.
Il servizio sanitario nazionale deve investire molto di più sulla prevenzione. In assenza del servizio pubblico va riconosciuto il ruolo fondamentale delle associazioni di volontariato»
«Un grazie riconoscente alle volontarie e ai volontari di Anteas», conclude Giorgio Tuveri, «che hanno reso possibile si concretizzasse, tra difficoltà e fatica, questo importante progetto di prevenzione».
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