Un’emozione unica e uno spettacolo da ammirare. Così spesso il cielo di Gonnosfanadiga si riempie di mille colori, quando dal decollo di Cuccuru Fenugu i parapendisti prendono il volo. Un miracolo che si ripete da oltre 35 anni, da quando gli iscritti alle associazioni che praticano questo sport dell’Isola, i “Fenicotteri Rosa”, i “Grifoni e Sardu in bolu” possono utilizzare il sito grazie alla collaborazione dell’Ente Foreste (Forestas), che ogni anno si assume l’onere di rimettere in sesto lo sterrato che porta sino alla vetta della collina. Un lavoro che gli operai svolgono sempre con grande perizia e che diventa una grande occasione per il turismo di nicchia perché a Gonnosfanadiga arrivano appassionati da tutta Europa.

Lo sa bene il villacidrese d’adozione Paolo Salvatore Orrù, il primo parapendista sardo, che ha iniziato questa bella avventura nel lontano 1990: «Avevo visto questo sport - racconta - su un giornalino di Topolino. Così, insieme al sindacalista Giovanni Piras, a mio fratello e all’amico Marco Onnis, abbiamo organizzato il primo corso di parapendio in Sardegna. Sono dirigente dei Fenicotteri Rosa, un club che ha circa 50 iscritti in tutta l’isola. In Sardegna si può volare tutto l’anno, ma il periodo migliore va da marzo a metà ottobre e col parapendio arriviamo, a 2850 metri. Sono indescrivibili le sensazioni che si provano: c’è sempre un minimo di tensione e un pizzico di paura, ma poi si supera tutto. Il volo fa parte della mia vita. Il tragitto più lungo che ho percorso in volo è stato di 51 km da Setzu a Ballao».

La passione di Paolo Salvatore Orrù è condivisa da tanti appassionati e dal gonnese Giuseppe Uccheddu, presidente dei “Fenicotteri Rosa”: «Ho iniziato a fare parapendio dal 1993. Avevo già un brevetto come pilota. Io vivo ai piedi della montagna e ho visto un gruppo di amici che praticava questo sport, così ho fatto il corso. Il parapendio può diventare un’occasione per promuovere il turismo in Sardegna. A Gonnosfanadiga riusciamo a volare grazie al prezioso lavoro degli operai dell’agenzia Forestas. Volare è un’emozione unica: noi uomini siamo abituati a muoverci nel terreno. In aria non si sente il peso dl corpo. Da piccolo facevo gli aquiloni e pensavo a come sarebbe stato il mondo dall’alto».
Le potenzialità per la Sardegna sono enormi: «A Gonnosfanadiga - aggiunge Paolo Salvatore Orrù - arrivano parapendisti dall’Austria, dalla Francia e dai paesi dell’Est. Tanti anni fa a Villacidro, grazie alla Pro Loco nella colonia di Monti Mannu, abbiamo ospitato 86 parapendisti stranieri. È un’emozione unica vedere il cielo pieno di vele».
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