Gonnosfanadiga, Giovanni Angelo Pinna "informatica e disabilità", software anche per i meno fortunati


di Maurizio Onidi
[caption id="attachment_68404" align="alignleft" width="400"] Giovanni Angelo Pinna[/caption] Da oltre due mesi a questa parte sembra che al mondo esista solo il Corona Virus. Correttamente i mezzi d'informazione a qualunque ora e in tutte le parti del pianeta terra, ci aggiornano sui dati relativi a questa pandemia e sulle iniziative benefiche nate spontaneamente per aiutare coloro che anche a rischio della propria vita lottano per salvare altre vite. Parallelamente però la vita è continuata e continua con tutti i suoi problemi, le sue malattie ma anche con il lavoro silenzioso di chi mette a disposizione degli altri il suo ingegno e le sue competenze. Ai piedi del monte Linas, Giovanni Angelo Pinna, un giovane trentaseienne di Gonnosfanadiga, informatico ha creato degli strumenti tecnologici per venire incontro a persone con disabilità e non solo. Come è nata la sua passione per l'informatica? «Ho iniziato a interessarmi di informatica e tecnologie fin da piccolo, passione che ho sempre coltivato da autodidatta. Ho seguito anche un corso di studi al Politecnico di Torino, in ingegneria informatica, ma senza conseguire la laurea. Un bel giorno, infatti, presi la decisione di buttarmi nel mondo dell’imprenditoria abbandonando l’idea della laurea. Da una parte un ragazzo pazzo e dall’altra uno più serio, quasi come una doppia personalità, ma oggi è bello essere colorati. Due frasi sono per me molto importanti: “fai ciò che ami e non dovrai lavorare un solo giorno in vita tua” e, l’altra ancor più importante, “l’unica cosa che importa nella vita sono le impronte d’amore, indelebili, che si lasciano nel cuore delle persone”». Quando cominciò la sua attività imprenditoriale e con quali progetti? «Iniziai la vita da imprenditore nel 2009 e in questa nuova avventura mi avvicinai al settore “informatica e disabilità”. Tra la creazione di un browser parlante e a comandi vocali per persone affette da cecità, di un software per video ingrandimento e poche altre utility, continuavo a fare crescere le mie conoscenze in un modo davvero particolare confrontandomi e imparando direttamente da tutte queste persone.  C’è un particolare che mi piace precisare ogni volta, che ancora oggi, purtroppo, non è riuscito a radicarsi in tutte le persone di questo nostro pianeta, non esistono persone diverse, esistono solo persone con capacità più o meno differenti. Io posso creare un software, risolvere un problema con un solo click, e questa è una mia capacità, mentre Antonio, anche se non parla, ha la capacità di farmi sorridere anche usando un mio software ma lo considera sempre diverso. C’è chi ancora lo chiama “povero disabile” c’è chi ... io, invece, lo chiamo Antonio, quello è il suo nome, non “disabile”». Quando il salto definitivo in questo mondo? «Come tutti nella vita arriva il momento in cui sentì la necessità di realizzare una cosa che ti sta tanto a cuore, cosa avrei potuto creare per aiutare le persone a comunicare, nessuna esclusa?.  Così, iniziando prima sulla carta, progettai quello che, dopo qualche anno, divenne il mio primo software più importante "Vedo".  "Vedo" è un software che permette, a tutti a prescindere dalle loro capacità, di comunicare a 360°, dal navigare su internet al chattare o chiacchierare con gli amici nei social, dallo scrivere un semplice documento con solo testo, al documento con contenuti multimediali al suo interno, dalla lettura di email al controllo domotico fino alla gestione del proprio smartphone e telefonate. E’ un software con tanto di sistemi di allarme con invio di avvisi ai caregivers. Tutto questo? Semplicemente con il movimento degli occhi e guardando il monitor di un pc. Devo riconoscere che mi hanno aiutato a creare questo software i tanti insegnamenti ricevuti dalle tantissime persone affette da SLA che, in cinque anni da dipendente, ho incontrato e supportato telefonicamente». Mi scusi forse manca un passaggio, ha lavorato anche come dipendente? «Questa è un’altra mia piccola svolta... abbandonai la vita da imprenditore e accettai una offerta di lavoro giuntami da un’altra azienda, furono loro a contattarmi. Qui non imparai a programmare, sicuramente il ruolo e i compiti non erano quelli di creare un software o qualche sua parte, ma mi occupai principalmente di assistenza ai pazienti SLA. Anche in questi anni ricevetti un altro bell’insegnamento da chi meno potevo aspettarmelo, si può trarre il lato positivo da tutto: se si cade ci si rialza, rimanere a terra dipende solo da noi, mai dagli altri. Poi decisi di licenziarmi. Il passato è passato. Qualche anno dopo iniziai creazione di "Felicitous" un altro software questa volta per i più piccoli: è un software legato alla didattica, un software che permette di imparare anche giocando e divertendosi. Un esempio pratico: con il disegno il piccolo può imparare a controllare i suoi movimenti, imparare ad associare i colori, può anche imparare la matematica oppure, volendo, altre materie scolastiche. Si sta divertendo? Sicuramente ma sta anche crescendo e imparando e poco importa se la prima volta sbaglia, chi non ha mai sbagliato? Con Felicitous, poi, si può imparare a scrivere, partendo dalle singole lettere dell’alfabeto per passare poi alle parole e frasi complete. Anche qui andando ad agire su più fronti. Si può rinforzare la memoria giocando a Memory, ma non il classico Memory, le carte le scelgono la famiglia oppure i terapisti. Magari un bambino è innamorato dei Paw Patrols, una bambina di Masha e Orso... perché non divertirsi con questi loro interessi per rinforzare la memoria? Con Felicitous si possono creare tantissime schede didattiche e ludiche». Questo software può avere degli utilizzi anche nel campo delle disabilità? «Si, c’è anche la parte legata all’autismo, ad esempio la schermata per imparare a riconoscere i colori, può essere progettata con il rinforzo dei simboli, stesso discorso per le associazioni e così via oppure la possibilità di creare le più comuni schermate comunicative e altri disturbi legati all’apprendimento oppure all’attenzione. Si torna però al problema iniziale: permettere a tutti di poter studiare, anche con i loro tempi e modi, e divertendosi>>. Parlando dell'attualità ha pensato a fare qualcosa per rendere meno pesante questo particolare momento di ritiro forzato nelle proprie abitazioni? «Di fronte a questo grosso problema ciascuno di noi deve contribuire come può, ho deciso quindi di concedere il software gratuitamente a tutti estendendo il suo periodo di prova fino a che il nostro Paese non sarà definitivamente fuori da questa pandemia e non riprenderemo la nostra quotidianità. Un problema che nacque fin da subito fu quello della didattica a distanza, scuole chiuse, terapisti fermi, impossibilità ad acquistare colori e fogli sui quali disegnare, quaderni e via discorrendo. Non meno importante la difficoltà a svolgere i compiti assegnati dai maestri e professori. Come fare per risolvere questo problema? Felicitous ha già tutto ciò che serve come partenza: ha un banco dove poter scrivere, un altro dove poter disegnare, un altro dove imparare la matematica ecc. Serviva solo un nuovo modulo che permettesse alla famiglia di inviare i compiti del piccolo direttamente all’insegnante che li aveva assegnati senza passare da nessun’altra piattaforma, senza dover fotografare il foglio oppure scannerizzarlo, caricarlo nel pc, aprire il programma delle email oppure il portale web di appoggio, selezionare l’insegnante ed i suoi contatti e, alla fine, sperare che la connessione regga fino al completamento dell’invio e senza ricevere altri errori strani.  Regalando le prime licenze, ho iniziato ascoltando le esigenze di poche famiglie, risolvendo i loro problemi sfruttando un software. Non mi piace parlare di numeri, come ho già detto non è la quantità la cosa importante ma ciò che si lascia nel cuore del prossimo. "Felicitous" ancora oggi è sconosciuto ai più, ma piano piano avrà modo di farsi conoscere e apprezzare. Oggi "Felicitous" è distribuito da un’altra azienda, io mi limito a “parlare la lingua dei computer” ricevendo i ringraziamenti da parte di tante famiglie e va benissimo così. Nel mio piccolo posso dire che anche questo mio software sta dando un piccolo contributo a tante persone e famiglie>>. Prima di concludere questa lunga chiacchierata vuole ancora dire qualcosa che possa tornare utile a qualcuno? «Approfitto volentieri per invitare chi volesse scaricare "Felicitous", installarlo e usarlo gratuitamente in ogni sua funzione per tutto il periodo di prova, sul proprio tablet/pc Windows  lo può fare da subito dal sito www.sitsardegna.it cliccando su Felicitous e poi su Cloud e risorse, qui troveranno il nome assegnato per essere distribuito dall’altra azienda, da cliccare su DidaBoard, nome “personalizzato”, ma è sempre Felicitous».

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