Gonnosfanadiga: avanzo di amministrazione del bilancio 2020


Il sindaco Andrea Floris: “Ci sono 1 milione e 329mila euro spendibili non 7 milioni”


di Gian Luigi Pittau
  Nessun mistero sui sette milioni di euro dell’avanzo di amministrazione del bilancio 2020. A fare chiarezza ci pensa il sindaco Andrea Floris che ricorda come l’avanzo sia costituito da tre parti ben distinte, la cui somma da poi il complessivo dell'avanzo di amministrazione: «Ci sono i fondi vincolati, che derivano per la maggior parte da trasferimenti erogati a favore dell'ente per una specifica destinazione come finanziamenti di opere pubbliche o da vincoli specificatamente attribuiti dall'ente, da vincoli stabiliti da leggi e principi contabili. Questi fondi non sono disponibili perché vincolati e per ciò che riguarda il nostro bilancio consuntivo 2020, assommano a 1.964.387,96 euro. C’è poi la parte accantonata che riguarda il fondo contenzioso e le spese legali, il fondo crediti di dubbia esigibilità (a copertura di incassi che potrebbero non arrivare mai), il fondo perdite società partecipate (Abbanoa, Villaservice per esempio). Questi sono sempre fondi non spendibili posti a garanzia dell'Ente e nel nostro bilancio 2020 ammontano a 3.830.468,46 euro». Infine c’è la parte libera che può essere utilizzata con provvedimento di variazione di bilancio per le finalità indicate in ordine di priorità: «In particolare - aggiunge il primo cittadino -  la copertura di debiti fuori bilancio; i provvedimenti necessari alla salvaguardia degli equilibri di bilancio, i fondi per il finanziamento di spese investimento etc. che nell'ultimo avanzo di amministrazione sono pari a 1.329.251,08 euro: solo questi soldi sono spendibili. Il resto dei fondi pari a 5.794.856,42 euro (parte vincolata + parte accantonata) non è disponibile e non è spendibile. Il tutto è riscontrabile nella delibera di consiglio comunale numero 24 del 11/08/2021. Quindi come si può evincere è chiaro che il tesoretto non è di 7 milioni di euro ma di 1.329.251,08 euro, fondi che sono stati destinati al piano delle opere pubbliche».

© Riproduzione riservata