Gli studenti cagliaritani sul SARS-CoV2: il megafono dei social


di Emanuele Corongiu
L’Italia è in emergenza. Scuole chiuse, università chiuse, tutto chiuso, o quasi. Il coronavirus, dopo il salto di specie avvenuto in Cina, si sta diffondendo ovunque, trovato campo libero nella popolazione con cui entra in contatto. Lo stato italiano sta facendo grande lavoro per contrastare l’epidemia e una delle azioni più importanti e note a tutti è la chiusura delle scuole e delle università. Gli studenti italiani hanno dovuto cambiare i propri piani e nel giro di una serata si sono ritrovati a casa. Ogni regione è più o meno colpita dal contagio e questo porta a varie risposte all’evento da parte degli studenti. Cosa pensano dell’emergenza gli studenti di Cagliari? Un sondaggio nato per caso LiceiCagliari, pagina Instagram cagliaritana seguitissima dagli studenti, qualche giorno fa ha lanciato un sondaggio nelle storie che ha avuto grande diffusione toccando anche le 1500 risposte. Senza la volontà di dare significato scientifico ai dati raccolti, esso permette di avere una sfumatura del pensiero comune tra gli studenti. Il sondaggio è stato pubblicato nelle storie di Instagram di LiceiCagliari, in cui per 24h i ragazzi hanno avuto la possibilità di rispondere a cinque quesiti riassumibili in: “Hai paura del coronavirus dopo il primo caso in Sardegna?”; “La tua scuola è attrezzata o si sta preparando per fornire didattiche a distanza?”; “Sei preoccupato per la chiusura delle scuole?”. I risultati Dall’analisi dei risultati, l’80% delle risposte indica di non essere spaventati dal virus. Si evince piuttosto che la maggior parte degli studenti è preoccupata più per i familiari e le categorie “deboli” che per sé stessi. Sono parecchi i ragazzi e le ragazze che banalizzano il contagio, facendo riferimento alle notizie che accomunano la semplice influenza e il virus, o alle percentuali di mortalità tra i giovani. Ci sono anche risposte che invitano a evitare l’allarmismo, considerato inutile, ma consigliano di stare comunque vigili per non banalizzare la situazione. Sono meno di 200 i ragazzi, su 1300 risposte, che stanno seguendo le lezioni e sono 650 si al “si sta già attrezzando”. Di certo se le scuole, le università, i docenti e gli uffici non si adopereranno di conseguenza, ci saranno problemi per gli studenti. La maggior parte, il 68%, sembra comunque non essere preoccupata per il blocco delle lezioni. Le motivazioni date sono varie. In realtà in questo caso, nella domanda aperta, si fa sentire maggiormente la porzione scossa dal blocco scolastico. Dagli universitari preoccupati per gli esami agli studenti maturandi che non sanno cosa ne sarà di loro a fine anno, passando per gli studenti che guardano al futuro, immaginando possibili lacune che risalterebbero il prossimo anno. Insomma, le “vacanze forzate” piacciono, ma si spera che non si protraggano troppo a lungo per non compromettere il percorso di studi.

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