La capacità di selezionare molto precocemente solo femmine da portare alla maturità sessuale, in ambiente naturale, potrebbe ridurre (o proprio dimezzare) lo sforzo ed i costi di produzione della bottarga. «Questo si traduce in un deciso incremento della produzione di bottarga con aumento del reddito per gli operatori e una riduzione dell’import di uova dall’estero» afferma il Prof. Angelo Cau dell’Università di Cagliari, promotore di questo studio.
Lo studio Fshr, a fish sex-determining locus shows variable incomplete penetrance across flathead grey mullet populations appena pubblicato sulla rivista del «iScience», del prestigioso gruppo editoriale Cell, ha identificato mutazioni sesso specifiche sul gene FSHR (Follicle Stimulating Hormone Receptor) di M. cephalus.
I risultati aiutano a meglio comprendere il complesso sistema di determinazione del sesso che, nei pesci, non ha solo componenti genetiche ma anche ambientali e “sociali”. Ci sono infatti specie di pesci che ad una certa età cambiano sesso (per esempio le orate sono prima maschi e poi, verso i due anni, diventano femmine) o che invertono il sesso in base alle condizioni ambientali (temperatura) o al fatto che nella popolazione il rapporto tra i sessi è sbilanciato (se ci sono troppe femmine alcune diventano maschi o vice versa). Nel caso dei muggini sembra che il sesso sia deciso molto precocemente e, in questa “decisione”, il gene FSHR ha un ruolo determinante.
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