Funtanazza, ancora ostacoli per il recupero della colonia, ennesima puntata di una infinita telenovela


di Gianni Vacca
La premessa, premetto, andrebbe collocata in parte sul faceto ma abbondantemente sul serio. Il recupero della ex colonia “Casa al mare Francesco Sartori” di Funtanazza si arricchisce di nuove puntate e senza fare di tutta l'erba un fascio di nuovi attori, di nuove e vecchie comparse tutti con un copione personalizzato pronti a entrare in scena per un minimo di notorietà: politici che fanno i tecnici , tecnici che diventano senza mandato politici, vertici  di diverse associazioni o enti che prima pongono veti e divieti poi diventano progettisti. Vengano signori, vengano. E intanto quella struttura, al netto dei tanti ricordi innegabilmente presenti in ognuno di noi, delle tante povere vittime che hanno pagato con la propria vita il duro lavoro in miniera e dei propri figli o nipoti che pazientemente attendono risposte, quella struttura si diceva assomiglia sempre più a un autentico eco mostro pieno di insidie e pericoli e di tanti elementi che provocano forte inquinamento nell'area in cui è collocata.  Dal passato struggente ma privo di futuro. Una prospettiva, quest’ultima, in grado di  tagliare le gambe e le speranze a chi nel progetto presentato dalla Riva di Scivu di Renato Soru vede il primo step (passo) della possibile e  auspicabile rinascita di un  territorio tremendamente povero. Forse dovremo abituarci, o forse no. Amen e così sia. [caption id="attachment_71790" align="alignnone" width="960"] Funtanazza, "Casa al mare Francesco Sartori"[/caption] L’ultima puntata di questa telenovela è il diniego arrivato, sembrerebbe con tempi estremamente dilatati e se così fosse  sicuramente non consoni a simili iniziative, dall’Ufficio Urbanistica del Comune di Arbus che ha giudicato l’intervento inammissibile. Tutti fermi al palo. L’imminente conferenza di servizi che coinvolgerà oltre una trentina di enti  in programma a breve, riuscirà a sbrogliare la matassa oppure il territorio economicamente e socialmente allo stremo delle forze sarà ancora una volta sacrificato in nome di un qualcosa sempre più difficile da individuare?  

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