Fra Lorenzo Pinna da Sardara dei frati cappuccini


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> La figura di Fra Lorenzo Pinna da Sardara, dei Frati Cappuccini, anche dopo la sua morte avvenuta a 97 anni, il 16 dicembre 2016, continua a essere ricordata e molte persone  fanno ancora riferimento a lui  come quando era in vita.  Si tratta di un riferimento spirituale, misterioso, non facile da analizzare. Quasi un non accettare la sua morte e continuare a pensare che egli ci sia ancora, nel suo convento, cui ci si può rivolgere, con fiducia, per essere ascoltati e aiutati. Varie persone mi hanno confidato di sperimentare questa particolare presenza, analoga a quella di Fra Nicola e Fra Nazareno. Lo considerano quasi un santo e non si meraviglierebbero certo se venisse iniziato il processo per la sua beatificazione. Condivido anche io questo sentire. Ho avuto la possibilità di incontrarlo e il suo ricordo è molto vivo, anche se ormai sono passati molti anni. L'infermiere premuroso  Devo riandare infatti alla metà degli anni '70 del secolo scorso. Ero allora parroco di Sant'Anna in Cagliari e il Convento dei Cappuccini era nel territorio della parrocchia. C'era un ottimo clima di collaborazione, tanto che uno dei viceparroci, per vari anni, era stato un frate cappuccino. Ricordo con particolare affetto, Padre Silvio Atzeni e Padre Salvatore Murgia. Ambedue furono più tardi eletti provinciali quando io pure avevo lasciato la parrocchia trasferito a Lanusei come vescovo. Ora sono entrambi nella gloria di Dio. Durante il periodo della collaborazione mi capitava, con una certa frequenza, di andare al Convento dove incontravo i frati e tra loro anche Fra Lorenzo. Il ricordo degli incontri è legato alla sua mansione di infermiere e responsabile della distribuzione delle medicine. Una volta, in un inverno molto freddo e umido, ero stato colpito da un forte mal di schiena che mi faceva molto soffrire.  Durante una mia visita al convento, incontrai Fra Lorenzo e gli confidai la mia sofferenza.  Non ho dimenticato il suo sorriso incoraggiante: mi diede delle pastiglie per alleviare immediatamente il dolore, e si offrì di sottopormi a una serie di applicazioni con una macchina elettrica che mi assicurava erano molto efficaci.  Accettai subito e per varie mattine mi presentai a lui puntuale. Egli mi aspettava premuroso, e mi appoggiava per alcuni minuti, dei misteriosi aggeggi sulla schiena. Non sentivo alcun dolore ma mi pareva di non ricavare neppure alcun beneficio. Questo lo sperimentai dopo qualche giorno, quando il dolori scomparvero totalmente.  Lo ringraziai cordialmente, scherzosamente lodando le sue capacità di medico, tra le sue risatine silenziose. Durante il trattamento, egli rimaneva accanto a me e parlavamo come buoni amici, dei più vari argomenti. Quegli incontri mi sono rimasti nel cuore e il loro ricordo si è rinverdito mesi fa, davanti alla notizia della sua santa morte. Affidai la sua anima al Signore che egli aveva servito con generosità e semplicità di cuore e lo ringraziai per i tanti doni che gli aveva dato.  Anche per il molto tempo di vita concessogli perchè avesse la possibilità di fare tanto del bene, alla Chiesa e alla società. I suoi funerali, anche se svolti sotto la pioggia, furono seguiti da una grande folla, che voleva rendere omaggio alla sua figura di uomo retto e forte, di religioso generoso e zelante, di servitore degli ultimi. Aveva reso possibile a tante persone sofferenti l'incontro con Dio che egli portava nel cuore. I ricordi della gente si incentrano ancora sulla sua figura di umile figlio di San Francesco, sul suo lungo pregare, sulla sua disponibilità ad accogliere la gente, ad ascoltare le loro storie di sofferenza, quasi facendole sue per liberarle. "Su presepiu de Fra  Lorenzu" Si concretizzano nell'ammirazione del Presepio, "su presepiu de Fra Lorenzu", che allestiva ogni anno in locali del convento e caratterizza il Natale cagliaritano, visitato da migliaia di persone provenienti da tutta la Sardegna. Si può dire che vi lavorasse tutto l'anno, curandolo anche nei minimi particolari, soprattutto nelle parti meccaniche. Perchè nel suo presepio i personaggi si muovevano quasi tutti, anche la Madonna colta nel gesto di posare il Bambino nella mangiatoia. In realtà si trattava di una catechesi sotto forma di sacra rappresentazione. Durava vari minuti e induceva a una profonda meditazione sul mistero di Dio che si faceva uomo. Cominciava con gli scenari totalmente al buio, mentre si diffondevano le note di musiche dolcissime che accompagnavano il commento. Intanto sagome luminose di angeli   solcavano il cielo. Il massimo della intensità si raggiungeva al momento della nascita e all'arrivo dei Magi. Chi guardava viveva un'atmosfera di stupore e di magia e ... di preghiera commossa. E a lungo, rimaneva nel cuore tanta pace. I bambini gustavano la "meraviglia" dei personaggi che si muovevano e ne gioivano. A tutti sembrava di sentirsi più buoni. La gente conosceva la  storia di Fra Lorenzo, quella della sua vocazione religiosa di  frate laico, impegnato prima nella questua a Cagliari e in altre città anche del continente poi in altre incombenze,  soprattutto e più a lungo, come  infermiere. Conosceva la fama della sua carità verso i poveri, i malati, i sofferenti.  Sapevano che era amico di tutti che tutti gli volevano bene perchè lui voleva bene a tutti. Per tutti aveva una parola di conforto e di speranza. La gente sentiva in lui la presenza di Gesù. L'eremita di Monte Arcuentu Sapevano anche alcuni fatti della sua vita, in particolare che amava il silenzio e la solitudine per stare solo con Dio. Lo seguivano spiritualmente, unendosi alla sua preghiera, quando egli, in estate, si ritirava in solitudine sul Monte Arcuentu. Rispettavano il suo silenzio. Sapevano che aveva avuto il permesso di portare con sè l'Eucaristia, e che ogni giorno pregava a lungo immergendosi nel mistero della natura  prima di fare la comunione. Sapevano della sua familiarità con le bestie selvatiche; anche gli irsuti cinghiali, dicevano, si lasciavano accarezzare da lui e sembrava che parlasse con le volpi, i corvi, gli uccelletti e i mufloni. Si potrebbero scrivere i "Fioretti di Fra Lorenzo", quasi continuazione dei Fioretti di San Francesco?. Qualcuno nella sua devozione, lo aggiunge già alla lista dei   santi frati cappuccini vissuti nel Convento del Colle del Buon Cammino,  chiamato a buon diritto  <<il  Colle dei Santi>>. Del lungo elenco conoscono bene Sant'Ignazio da Laconi, il Beato Fra Nicola da Gesturi, Fra Nazareno e... Fra Lorenzo. Molte persone si fermano accanto alla sua tomba, nel cimitero monumentale di Bonaria, in preghiera, sentendo ancora come capitava quando era in vita, la presenza di Gesù e affidandosi alla sua protezione. Mons. Antioco Piseddu Vescovo emerito di Lanusei

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