Fauna selvatica, Simone Murtas: Gli indennizzi non bastano più. È il momento di intervenire in maniera strutturale


Gli indennizzi rappresentano un dovere dell'amministrazione verso chi ha subito un danno ma non possono essere considerati la soluzione al problema
Fauna selvatica, Simone Murtas: «Gli indennizzi non bastano più. È il momento di intervenire in maniera strutturale

Comunicato stampa del Consigliere Provinciale del Medio Campidano Simone Murtas

La Provincia del Medio Campidano ha disposto la liquidazione di 11 pratiche relative agli indennizzi per i danni causati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole e zootecniche, per un importo complessivo di 48.815,56 euro, riferiti alle domande dell'annualità 2024 presentate tra il 10 settembre e il 4 dicembre 2024. Si tratta di un atto dovuto nei confronti di agricoltori, allevatori e cittadini che hanno subito danni alle proprie produzioni a causa della fauna selvatica.
«Gli indennizzi rappresentano un dovere dell'amministrazione verso chi ha subito un danno – dichiara il Consigliere provinciale del Medio Campidano con delega alle Politiche Faunistiche, Simone Murtas – ma non possono essere considerati la soluzione al problema. Continuare a intervenire solo con i risarcimenti significa affrontare le conseguenze e non le cause. È arrivato il momento di mettere in campo interventi strutturali capaci di ridurre concretamente i danni alle produzioni agricole.»
Murtas chiarisce inoltre che il procedimento di liquidazione non è ancora concluso.
«Con la riforma degli enti locali e la nascita della Provincia del Medio Campidano, le competenze in materia sono state trasferite dalla ex Provincia del Sud Sardegna. Alcune pratiche erano già state istruite prima del trasferimento e, per poter completare i procedimenti, è necessario acquisire la documentazione tecnica ancora in possesso degli enti interessati.»
Per questo motivo la Provincia del Medio Campidano ha formalmente richiesto alla Provincia del Sulcis Iglesiente la trasmissione delle relazioni di stima e della documentazione relativa alle restanti pratiche dell'annualità 2024 e fino al 30 maggio 2025, indispensabili per completare le istruttorie e procedere con le ulteriori liquidazioni.«Confidiamo nella massima collaborazione tra enti affinché questa documentazione venga trasmessa rapidamente. Il nostro obiettivo è dare risposte a tutti gli aventi diritto nel più breve tempo possibile.»
Il consigliere provinciale evidenzia però come il vero tema sia quello della prevenzione.
«Gli indennizzi costituiscono un sostegno economico importante, ma nella maggior parte dei casi non compensano realmente quanto viene perso. Dietro un terreno devastato dalla fauna selvatica ci sono mesi di lavoro, investimenti, sacrifici e aspettative. In una delle province economicamente più fragili della Sardegna, per molte famiglie l'attività agricola rappresenta un'importante integrazione al reddito e, per tante altre, una vera fonte di sostentamento. Non possiamo pensare che la risposta sia semplicemente pagare un indennizzo ogni volta che il danno si verifica.
Tra le diverse specie che causano danni alle coltivazioni, è evidente come la presenza del cervo stia assumendo, in vaste aree del nostro territorio, dimensioni sempre più rilevanti. Una specie che in passato è stata giustamente salvaguardata e tutelata, ma che oggi richiede una gestione diversa, basata su dati scientifici e orientata al raggiungimento di un equilibrio tra la tutela della biodiversità e quella delle attività agricole.
§Proprio con questo obiettivo, nell'ultima variazione di bilancio della Provincia del Medio Campidano sono stati stanziati 100.000 euro destinati all'affidamento di uno studio scientifico sulla popolazione dei cervi.
Lo studio consentirà di conoscere con precisione la consistenza della popolazione, la distribuzione sul territorio e l'impatto sulle attività agricole. Si tratta di un passaggio propedeutico e indispensabile per poter avviare un confronto con la Regione Sardegna e con il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, finalizzato all'individuazione degli strumenti più efficaci per la gestione della specie.
Solo partendo da dati scientifici certi sarà possibile valutare tutte le misure consentite dalla normativa vigente, comprese forme di controllo della popolazione attraverso prelievi programmati e, nei casi in cui se ne ravvisasse la necessità e nel rispetto delle autorizzazioni previste dalla legge, anche interventi di abbattimento selettivo.
Non si tratta di una battaglia contro il cervo – conclude Murtas – ma della volontà di affrontare con serietà un problema che ogni anno produce danni sempre maggiori. La tutela della fauna selvatica rimane un valore fondamentale, ma deve convivere con la tutela del lavoro di agricoltori, allevatori e dei tanti cittadini che coltivano la terra. Oggi è necessario trovare un nuovo equilibrio, fondato sulla scienza, sulla responsabilità e sul buon senso. Come Provincia faremo la nostra parte fino in fondo affinché, insieme alla Regione e al Ministero, si arrivi finalmente a una gestione strutturale e duratura del fenomeno.»

© Riproduzione riservata