Fasi lunari fra scienza e tradizione


La luna, quella che rischiara le notti buie, quella che fa aprire il cuore agli innamorati e ne custodisce gelosamente i segreti, quella che accompagna i naviganti lungo le rotte sconfinate degli oceani, quella che ha ispirato l’estro di tanti poeti, quella che ciascuno di noi vorrebbe visitare è, nell’immaginario collettivo, anche quella che condiziona molte delle nostre azioni nella vita di tutti i giorni. In realtà, le presunte ingerenze della luna sull’uomo nelle sue espressioni di vita quotidiana, se si eccettuano quelle riguardanti le nascite e i fenomeni delle maree, non hanno alcun riscontro scientifico. L’uomo, infatti, fin dagli albori della civiltà, ha assegnato all’ingerenza degli astri tutto ciò che non trovava riscontro nel suo bagaglio di cognizioni scientifiche, tramandando poi di generazione in generazione le proprie convinzioni, al punto che ancora oggi permangono in determinati ambienti, con particolare riferimento al mondo rurale. Per quanto sopra, è nostra intenzione soffermarci anche se sommariamente su tali convinzioni, non prima, però, di aver richiamato i principi che illustrano scientificamente le varie fasi lunari. Come noto la Luna, satellite della Terra, nell’immensità dell’Universo compie un movimento rotatorio intorno a se stessa e, contemporaneamente, ruota anche intorno alla Terra, che segue poi nella sua circumnavigazione intorno al Sole, da cui è illuminata. Questo movimento fa si che il Sole illumini sempre la stessa faccia della Luna. Secondo la sua posizione rispetto alla Terra e il Sole, avvengono le quattro fasi lunari, conosciute come: Luna nuova o novilunio, primo quarto o luna crescente, luna piena o plenilunio, ultimo quarto o luna calante. Ciascuna delle quattro fasi dura circa una settimana, mentre l’intero ciclo si compie in ventinove giorni, dodici ore e quarantaquattro minuti. In particolare:
  • nel primo quarto, Sole e Luna si trovano a 90° rispetto alla Terra. In questa fase dalla terra si può osservare solo un quarto della luna, sempre dalla parte della metà illuminata dal sole;
  • Nella fase di Luna piena, la Terra si trova tra il Sole e la Luna ed è per questo che dalla terra è visibile l’intera metà della luna illuminata dal sole;
  • Nell’ultimo quarto avviene quanto descritto per il primo, ma dalla terra è visibile in quarto opposto, sempre della stessa metà della luna illuminata dal sole.
Tutto ciò premesso, limitando le nostre osservazioni al mondo dell’agricoltura, non possiamo non osservare che fin dai tempi più remoti, le fasi lunari hanno guidato tutti gli interventi dell’uomo nei confronti della terra, quali semine, impianti, cure colturali, raccolta e conservazione dei prodotti, frutto di osservazioni empiriche fatte nel corso dei secoli, ma in assenza delle elementari cognizioni scientifiche. Molteplici sono gli accorgimenti empirici ancora oggi adottati nei vari settori produttivi, che di fatto conservano la loro tradizionale validità solo in presenza d’interventi di limitata entità, eseguibili nello spazio ristretto di una fase lunare.  Restringendo ulteriormente le nostre osservazioni al settore viti-vinicolo, osserviamo che la potatura del vigneto è consigliata solo nella fase di luna calante. Ciò ha anche la sua giustificazione tecnica poiché, mancando in tale fase l’attrazione lunare, la linfa circola molto lentamente, limitando al massimo il “pianto” e favorendo di conseguenza la cicatrizzazione delle ferite! In proposito si può obiettare che, se tale consuetudine fosse valida in assoluto, sarebbe la fine delle grandi aziende viticole, non potendo le stesse eseguire i lavori di potatura nell’arco temporale di una fase lunare! Sappiamo tutti che ciò, fortunatamente, non accade! Il contrario avviene nel caso si operi durante la fase di luna crescente; in questo caso la linfa, richiamata dall’attrazione lunare, fuoriesce copiosa dai tagli causando indirettamente un forte indebolimento della pianta a danno della produttività. Sempre nella fase di luna calante andrebbero eseguiti sulla vite diversi interventi, quali gli innesti (fine inverno), la potatura verde (giugno), il diradamento (agosto) e la vendemmia (settembre-ottobre), oltre alle lavorazioni superficiali al terreno. Nella fase di luna crescente, invece, andrebbero eseguiti i nuovi impianti (febbraio-marzo). In sostanza, quindi, tutti gli interventi che comportano tagli alla vite, come pure le lavorazioni superficiali, andrebbero eseguiti nella fase di luna calante, mentre i nuovi impianti andrebbero realizzati nella fase di luna crescente. Tutto ciò, come detto, non può trovare applicazione nei casi di estese superfici vitate. Per quanto concerne il processo di vinificazione, non è stata mai comprovata scientificamente l’influenza delle fasi lunari sui complessi processi chimici e biologici che sovrintendono la trasformazione del mosto in vino e dello zucchero in alcool, né durante la fase successiva d’invecchiamento, imbottigliamento e conservazione. Le osservazioni fatte in proposito dai nostri avi, da cui discendono determinate consuetudini ancora oggi in uso, attribuiscono all’influenza lunare gli esiti più o meno positivi del processo di vinificazione, invece che alla regolare esecuzione dei processi suddetti, in funzione delle caratteristiche del mosto, della temperatura ambientale, della pulizia dei locali e dei recipienti, della regolarità dei travasi ecc. A titolo di esempio, si riferisce che i sistemi empirici in uso, consigliano di eseguire le operazioni d’imbottigliamento all’inizio della primavera. Il buon esito dell’operazione, però, non risiede nella favorevole ingerenza della fase lunare, bensì si consegue per effetto di enunciati  principi tecnici secondo i quali, eseguendo l’operazione in tale periodo, lo zucchero residuo presente ancora nel vino, fermentando, conferisce quel frizzantino molto richiesto da una buona fetta di mercato. L’imbottigliamento a fine estate, infine, consigliato per i vini rossi, consente di mantenere a lungo le caratteristiche basilari dei vini stessi, con riferimento alle sostanze tanniche e coloranti. In conclusione, mentre attribuiamo massimo rispetto alle osservazioni fatte dai nostri avi, che hanno originato le consuetudini in uso ancora oggi, non possiamo non sottolineare il fatto che la gran parte dei fenomeni che osserviamo nel nostro agire quotidiano, avvengono non in virtù di una ipotetica ingerenza lunare, bensì in funzione di basilari principi scientifici, spesso ignoti ad una buona parte degli osservatori. Noi osserviamo e giudichiamo gli effetti di ogni nostra azione senza analizzarne le cause e, spesso per comodità, anteponiamo la consuetudine alla ragione. Certamente, se la luna è in grado di originare fenomeni come le maree o di incidere in qualche modo sulle nascite, qualche ulteriore incidenza sulla vita di tutti i giorni potrebbe pure avere! Al momento, però, non esistono prove concrete circa gli effetti positivi o negativi dettati dal rispetto o meno del calendario lunare! Non si spiegherebbero altrimenti i risultati positivi conseguiti dalle grosse imprese che, per la complessità dei processi produttivi adottati, devono operare nel rispetto delle più elementari norme dettate dalla tecnica, prescindendo delle fasi lunari! Il resto, perciò, lo descriveranno certamente i posteri. Francesco Diana

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