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>Sant’Antonio abate si celebra ogni anno il 17 gennaio ed in passato era una delle ricorrenze più sentite nelle comunità contadine. Una ricorrenza ancora piuttosto diffusa soprattutto nelle zone rurali e nei paesi di provincia dove le tradizioni sono fortunatamente molto radicate. Ad Arbus a tenere viva la tradizione è l’associazione Culturale folkloristica Sant’Antonio Arbus che anche quest’anno con la collaborazione delle due parrocchie, dell’oratorio San Giuseppe e dell’associzione della Pecora Nera di Arbus ha promosso l’accensione del falò in onore del santo protettore del mondo contadino eremita in vita con addosso un saio sul quale era ricamata una croce egiziana “simbolo della vita e della vittoria contro le carestie”.
«È una tradizione, questa del falò di Sant’Antonio fortunatamente e strenuamente difesa ancora in 72 comuni della Sardegna - racconta Luciano Lampis, presidente dell’associazione - .Quest’anno dopo le 8 edizioni tenutesi all’Anfiteatro promuoviamo questa rinnovata edizione in un’area prospicente la chiesa parrocchiale di Via Rinascita generosamente concessaci da un sostenitore».
Un programma particolarmente ricco che prevede sabato 9 e domenica 10, come tradizione vuole, la raccolta legna per le vie del paese, la cosidetta “Sa scicca”, “Si du donara unu truncheddu po su fagoni de Santu Antoni?”. Venerdi 15 ci sarà la preparazione del falò e sabato 16 alle 17 la Santa Messa nella chiesa B. V. M. Regina. A seguire alle 18,45 la benedizione degli animali domestici e infine alle 19 l’accensione del falò. La bella serata però non finisce quì perché dalle 20 in collaborazione con l’associazione della Pecora Nera è prevista una degustazione di prodotti tipici locali e a seguire balli tradizionali e di gruppo con Ireneo Massida.
Gianni Vacca
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