Emergenza povertà, un esercito di 130 volontari al servizio dei meno fortunati


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>Un esercito di 130 volontari opera al servizio dei meno fortunati all’interno della Caritas interparrocchiale ed ha dato vita al centro di solidarietà “Papa Francesco”. Si offre gratuitamente il servizio di ascolto e distribuzione, la mensa, il punto famiglia e lo sportello farmaceutico. E con l’aumento delle povertà e della mancanza di lavoro sono sempre più i villacidresi che hanno bisogno di aiuto, come evidenzia Caterina Saba, responsabile della formazione della Caritas diocesana: «Al solo centro di distribuzione di aiuti alimentari e indumenti fanno riferimento 458 persone: 49 single e ben 174 famiglie. Sono 130 i volontari, alcuni dei quali molto qualificati, che mettono a disposizione del prossimo il proprio tempo e le proprie energie con atteggiamento di grande generosità e di gratuità. Qualche anno fa osservando i poveri che giravano le parrocchie per avere quel poco di elemosina che si riusciva a ottenere, si è sentita l’esigenza di superare l’ambito parrocchiale per dare maggiormente l’idea di una comunità ecclesiale che si ampliava fino ai confini della città per conoscere e comprendere le problematiche della comunità civile. Così è sorta una Caritas interparrocchiale: il “Centro di solidarietà Papa Francesco». AIUTI CONCRETI Il centro di solidarietà riceve i contributi dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura che coordina la distribuzione di prodotti alimentari destinati agli indigenti, ma un contributo importante è costituito anche dalle offerte di fedeli delle diverse parrocchie: «Con questo piccolo patrimonio si dà la possibilità di un aiuto concreto - aggiunge Caterina Saba - le famiglie assistite possono ricevere un contributo alimentare ogni dieci giorni. In diversi casi si aiutano, nei limiti del possibile, alcune famiglie nel pagamento della bolletta dell’elettricità per evitare l’interruzione dell’erogazione di questo servizio o nell’acquisto della bombola per poter cucinare. Un contributo non secondario è costituito anche dalle offerte di fedeli delle diverse parrocchie. Con questo piccolo patrimonio si dà la possibilità di un aiuto concreto a chi non riesce a sbarcare il lunario». MANCANZA DI LAVORO La piaga più grande è la mancanza di un’occupazione. «Ci sono famiglie - spiega Caterina Saba - dove manca un lavoro fisso da quattro/cinque e persino sei anni. Ci sono casi in cui le persone, pur lavorando, non vengono pagate. I lavori, anche a giornata, sono diventati sempre più saltuari, tanto da precludere persino la sicurezza di pasti». UOMINI SOLI Emergono molte situazioni di solitudine, soprattutto di uomini (tra i quaranta e i sessant’anni), separati o single che stanno perdendo la fiducia in se stessi e la possibilità di fare qualsiasi tipo di vita sociale, con gravi rischi persino per la salute mentale. Ci sono casi in cui genitori anziani con pensioni minime sono costretti a sovvenzionare figli disoccupati con problemi psichici e conseguenti rapporti conflittuali. DISPERSIONE SCOLASTICA Altra piaga è l’interruzione degli studi per adolescenti costretti così a perpetuare dinastie di povertà e di emarginazione. «Dovremmo aiutare le persone a crescere, a diventare autonome, ma in questa situazione - rimarca Caterina Saba - spesso dobbiamo limitarci ad una stretta di mano. Anche noi viviamo qualche momento di scoraggiamento perché le stesse istituzioni devono dare la precedenza a problemi burocratici prima che attenzione alla persona». Gian Luigi Pittau

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