effettuare la raccolta. Questo determina danni enormi, con la perdita del prodotto in campo, l’invecchiamento delle piante, che diventano irrecuperabili, a cui si aggiungono le perdite derivanti dalla ricostituzione degli impianti, come per esempio nelle carciofaie», spiega la Confederazione nella lettera rivolta alla Regione. «Simili difficoltà le stanno affrontando le aziende agrituristiche, senza nessuna prospettiva di ripresa produttiva all'orizzonte».
In questo scenario la Cia propone alcuni interventi che potrebbero essere adottati per mitigare gli effetti negativi. Fra questi, sono ritenuti di fondamentale importanza alcuni di carattere logistico-organizzativo:
- Garantire il sistema di circolazione delle merci nel mercato interno regionale e nazionale, potenziando i trasporti dalle campagne ai centri di distribuzione, anche in caso di ulteriori restrizioni alla circolazione e alle attività dettate da esigenze di contenimento dell’infezione.
- Intervenire per garantire il completamento delle operazioni colturali quali la potatura, il diradamento e il completamento dei lavori di raccolta delle produzioni inverno-primaverili (carciofi, ortive a foglia verde) e l’imminente inizio delle operazioni di raccolta per il prodotto primaverile estivo, come ad esempio fragole, pomodori, frutta stagionale e ortive in genere.
- Sostenere i rapporti di fornitura con la GDO, sensibilizzandole a privilegiare gli approvvigionamenti dai produttori ortofrutticoli locali, al fine di compensare i volumi del calo delle esportazioni.
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