Carla Melis, 62 anni, si candida per la prima volta a sindaco di Lunamatrona per la lista civica “Insieme per Lunamatrona”. Dice di sé: «La dedizione, l'impegno sociale, la partecipazione attiva e responsabile oltre al forte senso di appartenenza al paese mi hanno accompagnata negli anni come consigliere, assessore, vicesindaco. Mi candido con determinazione per ridare colore e vitalità a Lunamatrona valorizzando il suo "bello" e ripartendo dalle piccole cose. Con impegno e serietà il cambiamento è possibile».
Quale ritiene debba essere la priorità assoluta del prossimo mandato amministrativo?
«La priorità è restituire fiducia e prospettiva a Lunamatrona. Un paese resta vivo quando le persone sentono di poter costruire qui il proprio futuro, trovando servizi, opportunità e una comunità capace di non lasciare indietro nessuno. Oggi molte famiglie vivono difficoltà, i giovani spesso pensano di dover andare via e tanti anziani rischiano la solitudine. Per questo vogliamo partire dalla vita quotidiana delle persone, senza promettere miracoli, ma riportando ordine, continuità e capacità di fare scelte serie».
In un comune di circa 1500 abitanti il rapporto umano e diretto con i cittadini è fondamentale. Quale sarà il suo modo di amministrare?
«Amministrare un piccolo paese significa prima di tutto esserci. Le persone chiedono attenzione, chiarezza e vicinanza davanti ai problemi quotidiani. Vogliamo un Comune aperto e accessibile, capace di ricostruire un rapporto di fiducia con i cittadini attraverso assemblee pubbliche, tavoli di confronto e una comunicazione più semplice e trasparente. Le decisioni importanti devono nascere dal dialogo con la comunità».
I giovani spesso vivono i piccoli paesi con il rischio di avere poche opportunità culturali, lavorative e sociali. Quali idee propone?
«I giovani hanno bisogno di opportunità vere, non di slogan. Vogliamo creare spazi di aggregazione, sostenere sport, cultura e laboratori, migliorare i collegamenti verso le attività scolastiche e sportive fuori dal paese e investire sulla scuola e sull’asilo nido. Ma soprattutto vogliamo coinvolgere le nuove generazioni nelle scelte della comunità, non spettatori, ma come protagonisti».
Lunamatrona possiede un importante patrimonio identitario e culturale. Come pensa di valorizzarlo?
«Lunamatrona ha una bellezza autentica fatta di storia, tradizioni e relazioni. Non vogliamo trasformare il paese in qualcosa che non è, ma valorizzare ciò che rappresenta davvero. Pensiamo al nuraghe “Pitzu Cummu”, al centro storico, alle tradizioni popolari e ai luoghi della memoria. Serve mettere tutto questo in rete, curare gli spazi, rendere accessibili i siti culturali e sostenere le associazioni affinché cultura, territorio e comunità crescano insieme».
Quanto conta oggi avere una squadra competente accanto al sindaco?
«Oggi amministrare un Comune è molto più complesso rispetto al passato. Le norme sono rigide, le risorse limitate e le responsabilità enormi. Per questo nessuno può governare da solo. La forza della nostra candidatura è la squadra: persone con esperienze e competenze diverse, unite dalla volontà di lavorare con serietà e spirito di collaborazione».
È importante spiegare ai cittadini quali siano oggi i reali margini di azione di un’amministrazione comunale?
«Sì, credo sia fondamentale. Amministrare oggi significa muoversi dentro regole e vincoli economici molto complessi. Spiegarlo ai cittadini non vuol dire cercare alibi, ma costruire con loro un rapporto più trasparente e maturo. Le persone hanno diritto di conoscere limiti, possibilità e tempi necessari per realizzare i progetti. Noi vogliamo parlare chiaro e costruire fiducia attraverso serietà e trasparenza».
Lei si presenta per la prima volta come candidata sindaco. Qual è la motivazione personale che l’ha spinta a fare questo passo?
«La mia candidatura nasce dall’amore per Lunamatrona e dal desiderio di restituire qualcosa al paese che mi ha dato tanto. Non mi candido per un ruolo personale, ma per un’idea di comunità più viva, unita e vicina alle persone. Immagino un paese più curato, partecipato e fiducioso nelle proprie possibilità, capace di sostenere famiglie, giovani e anziani senza rinunciare alla propria identità».
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