Nella stessa operazione sono state eseguite undici perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettante persone di Guasila, Segariu, Quartu Sant’Elena, Barrali, Ortacesus e Senorbì.
Le indagini, iniziate nell’aprile del 2019 e condotte dai carabinieri di Senorbì, in collaborazione con il Nucleo Operativo della Compagnia di Dolianova e le Stazioni di Gesico, Mandas e San Basilio, hanno permesso di accertare la vendita di una pistola, con matricola abrasa e modificata da parte di Emanuele Zedda, in cambio di dosi di cocaina e una somma di denaro; il 22 ottobre di arrestare in fragranza di reato Edoardo Porcu trovato in possesso di una pistola clandestina (con matricola abrasa) risultata essergli stata ceduta da Emanuele Zedda per custodirgliela.
Inoltre i due arrestati sono risultati molto pericolosi e determinati, capaci di commettere delle azioni molto gravi, ipotizzando di utilizzare l’arma contro un carabiniere, di rapinare un negozio di Senorbì e di condurre azioni ritorsive verso terzi.
Le indagini hanno messo in evidenza una consistente e ramificata attività di spaccio, organizzata da Zedda, che nonostante la giovane età, aveva esteso la sua azione in varie “piazze di spaccio” nei comuni di Ortacesus, Senorbì, Segariu e Guasila; in particolare, l’attività illecita era eseguita con il coinvolgimento di altri indagati ai quali Zedda consegnava quantitativi di sostanza stupefacente per spacciare nella Trexenta e nei comuni limitrofi; un giro d’affari non trascurabile quantificabile in alcune decine di migliaia di euro.
Porcu e Zedda, in concorso tra loro e con la collaborazione di altri soggetti di Ortacesus e Guasila, tutti identificati, eseguivano una estorsione nei confronti di un loro conoscente, percuotendolo e minacciandolo di morte ripetutamente, sottraendogli, con violenza e minaccia, delle somme di denaro e degli oggetti di valore, oltretutto Edoardo Porcu commetteva quest’ultimi violenti reati nel periodo degli arresti domiciliari, per cui è accusato anche di evasione.
© Riproduzione riservata