Gli amanti dei botti durante le feste sono avvisati: a provvedere con una tempestiva ordinanza che ripete quella già emanata dal suo predecessore Mario Puddu è l’attuale prima cittadina Sabrina Licheri. «È diffusa la consuetudine di celebrare le festività natalizie», si legge nell’ordinanza del 13 dicembre, «con il lancio di petardi e botti di vario genere e che gli stessi, anche se ammessi alla vendita al pubblico, possono provocare danni fisici, anche di rilevante entità, sia a chi li maneggia che a chi ne venga fortuitamente colpito». Per il sindaco Sabrina Licheri, «a causa dello scoppio di petardi e altri tipi di botti potrebbero generarsi anche danni materiali al patrimonio pubblico e privato come pure all’ambiente naturale, dovuti oltre per l’inquinamento acustico anche per l’aumento delle polveri sottili nell’aria». Non solo: «l’accensione e il lancio di fuochi d’artificio, lo scoppio di petardi, l’esplosione di bombolette e mortaretti, ovvero il lancio di razzi è sempre stato causa di disagio e oggetto di lamentele da parte di molti cittadini soprattutto per l’uso incontrollato da parte di persone che spesso non rispettano le precauzioni minime di utilizzo ed a cui hanno fatto seguito proteste e richieste di emissione di appositi atti interdittivi». E considerando come, «tale condotta può rappresentare, per incompetenza all’uso e per assenza di precauzioni minime di utilizzo, un serio pericolo per l’incolumità pubblica, in special modo da parte dei minori, tra le categorie a maggior rischio in relazione all’incontrollato impiego dei prodotti pirotecnici vi sono i minori, cui deve essere riservata speciale tutela». [caption id="attachment_61184" align="alignleft" width="331"]
Sabrina Licheri[/caption]
Per la prima cittadina di Assemini, «le detonazioni producono un aumento di polveri sottili contribuendo ad elevare ulteriormente l’inquinamento atmosferico in un periodo nel quale i valori sono già molto alti» visto come, «lo scoppio di petardi e altri tipi di botti possono determinare anche a carico degli animali domestici conseguenze negative in quanto lo scoppio dei botti, oltre, ad ingenerare in loro un’evidente reazione di spavento portandoli frequentemente a perdere l’orientamento ed esponendoli quindi anche al rischio di smarrimento e/o investimento da parte dei veicoli circolanti sulla strada». Permesso consentito solo agli «esplosivi quali bombolette a strappo, petardini, miccette sciolte e simili aventi particolari caratteristiche di innocuità» visto come «non rientrano nelle previsioni delle materie esplodenti e, pertanto, possono essere venduti, liberamente, a chiunque dagli esercenti commerciali del settore “non alimentare”».
Un’iniziativa quella dell’amministrazione comunale, presa dopo aver visto «come nel territorio comunale ogni anno, specialmente durante le feste natalizie, si riscontrano comportamenti scorretti nell’utilizzo di botti e artifici pirotecnici in genere». Per l’amministrazione comunale vi è la necessità di «limitare il più possibile rumori molesti nell’ambito urbano in tutte le vie e piazze ove si trovino delle persone e, in particolare in prossimità di scuole, uffici pubblici e luoghi di culto» dato che, «l’amministrazione comunale intende promuovere nel periodo antecedente il Natale una specifica attività di prevenzione a tutela dell’incolumità pubblica dei cittadini impegnando, a tal fine, il Comando di Polizia locale».
Da qui, «il divieto assoluto con effetto immediato e sino al 7 gennaio prossimo, di fare esplodere botti e/o petardi di ogni tipo in luoghi coperti o scoperti, pubblici e privati, in prossimità di uffici pubblici, in tutte le vie, piazze e aree pubbliche dove transitano o siano presenti delle persone fatto salvo ove vi siano regolari autorizzazioni». Ma c’è un ma: «i botti e petardi di libero commercio possono essere esplosi in zone isolate e, comunque, a debita distanza dalle persone e dagli animali e il materiale utilizzato deve essere acquistato, esclusivamente, nelle rivendite autorizzate». Con attenzione verso i minori perché, «raccogliere eventuali artifici inesplosi e affidare ai minori prodotti che, anche se non siano a loro espressamente vietati, richiedano una certa perizia nel loro impiego e comportino comunque una sia pur minimo livello di pericolo, in caso di utilizzo maldestro». Violare l’ordinanza sindacale prevede quindi delle sanzioni amministrative visto come, «sono previste sanzioni con importo compreso tra i 25 e i 500 euro aggiunto il sequestro del materiale pirotecnico utilizzato e illecitamente detenuto fatte salve, inoltre, eventuali e ulteriori sanzioni penali e amministrative».
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