La Sardegna entra nella terza fase sperimentale della riforma dell’accertamento della disabilità, avviata il 1° marzo 2026. Per l’Isola il territorio pilota è la provincia di Cagliari, scelta per testare il nuovo modello nazionale che punta a semplificare i percorsi, superare la frammentazione amministrativa e mettere al centro la persona con disabilità e il suo progetto di vita.
Il tema è stato al centro del convegno promosso questa mattina dalla Direzione regionale Inps Sardegna. Ai lavori ha partecipato la presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde, insieme al direttore centrale Inps Salute Filippo Bonanni, al dirigente dell’Area prestazioni a tutela della salute e delle persone anziane Lorenzo Leoncini e al coordinatore generale medico legale Inps Raffaele Migliorini.
Nel suo intervento Todde ha ribadito il forte impegno della Regione nell’attuazione della riforma, spiegando che «l’obiettivo sia superare un sistema frammentato e burocratico per mettere realmente la persona al centro, considerando la disabilità come il risultato dell’interazione tra condizioni di salute e contesto sociale e ambientale».
Uno degli aspetti centrali del nuovo modello è la valutazione di base unica in capo all’Inps. Secondo la presidente, questo passaggio rappresenta un elemento fondamentale per semplificare il percorso dei cittadini, eliminare duplicazioni e ridurre i tempi di accesso ai diritti. La certificazione, però, non è il punto di arrivo: dovrà essere collegata a una presa in carico concreta e integrata.
In questo quadro, la Regione sarà chiamata a rendere effettivi gli esiti dell’accertamento attraverso la costruzione del progetto di vita individuale. Particolare attenzione sarà dedicata al rafforzamento delle politiche sociali e sociosanitarie, anche tramite il nuovo piano regionale dei servizi alla persona, pensato come strumento di programmazione per integrare sanità, servizi sociali e interventi territoriali.
«La riforma non si esaurisce nella certificazione, ma si completa con la capacità del sistema pubblico di garantire servizi, inclusione e sostegni personalizzati lungo tutto l’arco della vita» ha sottolineato l'assessora ad interim Todde.
La presidente ha richiamato anche il ruolo centrale delle Asl, dei Comuni, degli ambiti Plus e del Terzo Settore. Sarà infatti questa rete territoriale a dover accompagnare le persone con disabilità e le loro famiglie in percorsi di autonomia, inclusione sociale e lavorativa.
«La sperimentazione in corso a Cagliari rappresenta un banco di prova fondamentale, ha concluso Todde, che consentirà alla Regione di arrivare preparata all’entrata a regime della riforma prevista dal 2027, governando il cambiamento e assicurando che ogni diritto riconosciuto si traduca in servizi concreti e accessibili».
Il convegno si inserisce nel percorso di accompagnamento istituzionale alla riforma nazionale, ispirata ai principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.
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