Dimissioni degli amministratori a San Gavino Monreale


di Pasquale Marongiu
Caro Francesco Serrenti, ho letto con un certo interesse la tua "arringa" a favore dell'assessore Libero Lai (sulla sua questione non mi sono espresso prima e non lo farò neanche ora perché appartengo a una società concorrente) e del sindaco Carlo Tomasi. Tu sostieni che non è giusto chiedere le dimissioni di amministratori perché colpevoli di non onorare i programmi politici promessi e in più sostieni che i vuoti politici non sono stati mai a favore di San Gavino. Questo è stato vero per altri tempi quando il nostro paese era amministrato da politici con la "P" maiuscola. Ma ora, poiché non ci sono più politici con questa prerogativa, è giusto che anche un cittadino (ormai non è solo uno a chiederlo) chieda a un sindaco di dimettersi per palese incapacità amministrativa. Certo che il sindaco di Olbia Nizzi è appoggiato anche dall'opposizione. Lui è appoggiato dall'opposizione perché è un sindaco con la "S' maiuscola ed è difficile non appoggiare le sue battaglie politiche e amministrative. Nel nostro caso, se ci fosse un vuoto amministrativo locale, arrivo a dirti che per San Gavino sarebbe un toccasana. Almeno sai che, per un certo periodo, ci sarebbe un commissario e farebbe molto di più di lui. E quando dico molto di più, intendo che nel portare avanti il necessario amministrativo è tanto in confronto al quasi nulla. Vedi Franco, io a Carlo gli voglio bene e lo rispetto come persona, ma come amministratore è meglio che torni a casa a fare il pensionato. Sarebbe cosa buona e giusta per tutti. Mi dispiace che alcuni ragazzi/e dell'attuale maggioranza siano capitati in momento amministrativo come l'attuale.  Se un giovane amministratore ha un maestro non all'altezza, le cose sono due: diventa come il suo insegnante o abbandona la politica e in ambedue i casi siamo daccapo .  

© Riproduzione riservata