di Antonio Corona
Un tempo neppure troppo lontano il paese oggi di Collinas era denominato Forru. In tutti i documenti d’archivio ecclesiastici e civili compare questa denominazione linguistica prettamente sarda. È un nome attribuito al paese fin dall’antichità come emerge dalle prime attestazioni documentali scritte, risalenti al periodo medioevale: decime pontificie del XIV secolo, pax Sardiniae del 1388. Il nome veniva manualmente riportato con i termini Furo, Forro o contratto come in qualche documento in For.
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Collinas, chiesa san Michele Arcangelo (foto 1927)[/caption]
Alcuni hanno inteso attribuire a questo antico nome del paese il significato di forno soprattutto per la calura estiva data dalla posizione del paese sito in una vallata afosa nascosta alla vista. Altri farebbero derivare il nome Forru dal forno per la cottura del pane, presente nel passato più o meno lontano in qualsiasi casa contadina, anche la più povera.
È poco probabile che il termine possa derivare dal latino forum, la piazza, il mercato attorno a cui si è sviluppato nel tempo il primo nucleo abitato. E’ più interessante far derivare il nome Forru dai forni fusori delle fucine nuragiche, costruzioni diffusamente disseminate in tutto il territorio comunale: nuraghi monotorre, nuraghi più complessi e nuraghi polilobati.
Qualunque sia l’origine del nome, questo borgo affonda le proprie radici fin dal periodo prenuragico. Sicuramente il territorio venne antropizzato fin dal neolitico recente come attestano alcuni reperti fittili rinvenuti nelle Giare basaltiche collinesi; la cultura di Ozieri prosegue anche con la successiva cultura di Monte Claro e Bonnanaro. Ma qui da questo territorio come dalle altre fertili aree della Marmilla, Romani prima e Cartaginesi poi portavano nella madrepatria il grano coltivato negli estesi latifondi da schiere di schiavi. Attraverso le vie di comunicazione, con i soldati convertiti al cristianesimo e i mercanti, è arrivata sicuramente anche la nuova religione. Fin qui si sono spinti anche Vandali e Bizantini e dopo queste dominazioni il paese è entrato a far parte prima della encontrada di Parte Montis sotto il Giudicato d’Arborea, poi sotto la dominazione spagnola ed il regno Sabaudo fino all’unità d’Italia.
L’economia del paese è sempre stata un’economia soprattutto agropastorale fino all’avvento dell’industrializzazione dell’isola e alla nascita di numerose industrie anche nel Villacidrese. Molti erano gli operatori edili: piccoli imprenditori, scalpellini, muratori. In tempi passati diversi erano gli operai che lavoravano in miniera. Il paese era più popolato e le famiglie erano molto più numerose.
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Il decreto regio[/caption]
Collinas nel XVIII secolo e segnatamente nel 1728 aveva una popolazione di circa 1331 abitanti ed oltre un migliaio di abitanti fino a qualche decennio fa. Oggi conta poco meno di 900 abitanti. Non è più presente la scuola materna, né la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado. Ci sono pochi bambini e quando non ci sono bambini non c’è futuro. I pochi bambini e i pochi ragazzi fanno i pendolari per frequentare le scuole nei paesi vicini. Non è più presente neppure lo sportello bancario con i disagi relativi. Il paese è a crescita zero e di questo passo rischia insieme a molti altri paesi lo spopolamento. Eppure questo borgo ha dato i natali a cittadini illustri come Giovanni Battista Tuveri, parlamentare al parlamento Subalpino, giornalista e filosofo, un personaggio significativo nella Sardegna di metà 800. La modifica del nome da Forru a Collinas lo si deve proprio alla delibera del Consiglio Comunale, sindaco il Tuveri, del 24 gennaio 1863. Tale delibera venne ratificata con decreto del re Vittorio Emanuele II il 13 dicembre 1863. Vanta origini forresi anche Antonio Gramsci come attesta una ricerca storica del prof. Francesco Sonis. Gli antenati per parte materna di Antonio Gramsci, maestri bottai provenienti da Pabillonis, per diverse generazioni sono stati cittadini di Forru prima di trasferirsi definitivamente nell’oristanese. Una storia antica quella di Collinas a cominciare dal nome Forru. La storia, la cultura e le tradizioni di questo caratteristico borgo della Marmilla non possono essere assolutamente dimenticate.
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