Covid, la situazione pandemica sarda commentata dal direttore del Servizio di igiene e sanità pubblica dell’Ats


di Emanuele Corongiu
“L’ombra della zona gialla” è dietro l’angolo per la Sardegna. Le soglie di sicurezza stanno per essere oltrepassate. Nell’isola hanno completato il ciclo vaccinale oltre un milione di sardi, l’immunità di gregge sembra vicina, ma rimangono ancora alcuni dubbi. Insieme ad Antonio Frailis, direttore del Servizio di igiene e sanità pubblica dell’Ats Sardegna, proviamo a considerare qualche dato sulla situazione sarda. Perché tanti dubbi sul vaccino? «Ogni vaccino può avere reazioni avverse, ma in questo caso l’informazione può diventare sensazionalistica. Le persone, bombardate da notizie contrastanti, hanno paura di farsi il vaccino». Ma è giustificata? «No. Perché i vaccini vengono autorizzati solo dopo un’attenta valutazione del profilo di sicurezza in base agli studi effettuati nella fase di sperimentazione che oramai è terminata da tempo. Viene continuamente monitorato anche dopo l’autorizzazione. L'AIFA pubblica report periodici sulla farmacovigilanza. Anche l’agenzia europea lo fa e le segnalazioni superano di poco il milione. In Europa sono state somministrate oltre 522 milioni di dose, con un rapido calcolo si può affermare che il 99,71% delle somministrazioni non ha dato origine a reazioni avverse». I rischi sono maggiori per i giovani? «Alcuni genitori hanno fatto il vaccino per sé ma non sono d’accordo a farlo ai propri figli. I vaccini a RNA messaggero prodotti da Pfizer e Moderna sono stati autorizzati per l'uso negli adolescenti dalle agenzie del farmaco. Nei gruppi che hanno ricevuto il vaccino non sono stati osservati casi sintomatici di Covid-19. La vaccinazione ha portato a una buona produzione di anticorpi anti-SARS-Cov-2 neutralizzanti. Il vaccino ha manifestato gli effetti collaterali attesi, come nei partecipanti più grandi di età. La vaccinazione è capace non solo di prevenire forme gravi di Covid-19 ma anche di bloccare la trasmissione dell’infezione. La vita sociale dei ragazzi è piuttosto attiva se paragonata a quella degli adulti, quindi vaccinarli potrebbe ridurre la circolazione del virus. Va detto che il Covid-19 soprattutto nei bambini al di sotto dei 12 anni è paragonabile all'influenza». Ma se sei vaccinato puoi comunque essere contagioso? «In queste settimane figure importanti hanno affermato che i vaccinati possono contagiarsi ed essere contagiosi. La questione nasce soprattutto “sull’estensione del green pass” secondo questi commentatori, vaccinati e non vaccinati non dovrebbero avere limitazioni diverse, perché entrambi capaci di diffondere il virus Sars-CoV-2.  In realtà la scienza ci dice altro. Le evidenze scientifiche dimostrano che i vaccini non solo proteggono dalla malattia, ma diminuiscono anche la probabilità di infettarsi e di contagiare le altre persone.  La certezza non può essere però del 100% ma del “75-80 %” quindi è possibile che un vaccinato diventi contagioso ma con “una probabilità di almeno tre quarti inferiore a quella di un non vaccinato è evidente, e confermato dai dati, che la vaccinazione ha effetti concreti e misurati sulla diffusione del virus Sars-CoV-2 e quindi sull’andamento della pandemia». Intanto, però, continua l’ondata pandemica «Stiamo vivendo la quarta ondata pandemica che potremo chiamare ‘ondata dei non vaccinati’ perché oltre il 90% dei positivi o di coloro che insistono sui positivi dell’isola sono giovani non vaccinati. Questo significa due cose: che non sono state rispettate le norme anti-contagio e che la vaccinazione protegge eccome dall’ infezione. Sicilia, Sardegna e Calabria sono a forte rischio. Con l’avanzare dei contagi e l’aumento dei ricoveri in area medica e terapie intensive, rischiano la zona gialla, anche se poco potrebbe cambiare per i cittadini, soprattutto per chi ha completato la vaccinazione ed è provvisto del green pass, strumento necessario per evitare a strutture ed esercizi commerciali di dover richiudere. Dobbiamo fare una riflessione: ad oggi, con anche la modifica dei parametri che abbiamo fatto circa un mese fa, passare in zona gialla significa reintrodurre le mascherine all’aperto e il limite dei quattro posti a sedere a tavola per quanto riguarda i locali al chiuso. Tutto il resto rimane invariato: nessun lockdown o coprifuoco. Con la zona gialla tutte le attività sostanzialmente sono permesse: il passaggio al giallo non preclude il percorso di ritorno graduale alla normalità».

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