Convegno sulla disabilità: "Personalizzare, coprogettare e includere"


di  Antonio Obinu
Istituzioni, associazioni di volontariato e centri di studio per fare il punto della situazione; la diverse forme di disabilità non coinvolgono l’individuo ma l’intera dimensione sociale della persona e le scelte politiche devono contemplare un orientamento culturale specifico. Questo, in sintesi, il messaggio comune dei diversi interventi nella mattinata trascorsa presso il Centro Congressi della Fiera di Cagliari, durante la quale vi è stata un’ampia rassegna di testimonianze, analisi e valutazioni sulle prospettive di intervento auspicabile per tutelare le pari opportunità. Tra il pubblico, molto numeroso, molti docenti, studenti, professionisti del settore e tante famiglie che quotidianamente fanno esperienza degli svantaggi sociali ancora esistenti per i cittadini con disabilità. L’incontro, coordinato dalla presenza di Marco Espa, presidente nazionale dell’ABC, ha visto la partecipazione della Fondazione di Sardegna, dell’Unversità degli studi di Cagliari, il Miur, la Federazione Italiana per il superamento dell’Handicap e del Centro Studi Erickson. Fra i patrocinanti dell’iniziativa – riconosciuta con medaglia del Presidente della Repubblica - il Ctm, la Fondazione CRC, Sardegna Solidale. Nel contenuto degli interventi proposti, i diversi invitati a partecipare – tra i quali il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu -  hanno portato al centro dell’attenzione la priorità sui servizi sociali e scolastici. Su questi ultimi, in particolare, interviene il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Francesco Feliziani il quale mette in evidenza il fatto che la questione sul reclutamento dei docenti di sostegno avviene in condizioni caratterizzate da precarietà strutturale a sua volta determinata dalle norme esistenti e da disposizioni vincolanti. La soppressione delle scuole di specializzazione, le SSIS, si è rivelata purtroppo una scelta infelice e - si evince nella sostanza dell’intervento - allo stato attuale la preparazione degli insegnanti di sostegno avviene oggi di fatto quasi esclusivamente attraverso il Tirocinio Formativo Assistito organizzato all’interno dell’Università. Il ritardo nella reperibilità di insegnanti opportunamente preparati per l’accoglienza, l’inclusione e l’integrazione, andrebbe recuperato con la radicale rivisitazione della procedura di ingresso nel mondo della scuola, sulla base di un sistema efficiente. Fatta eccezione per l’iniziativa accademica – evidenzia dott. Feliziani – si avverte la mancanza del dibattito su questo problema, le cui conseguenze si ripercuotono talvolta drammaticamente nelle diverse forme di disagio personale e sociale.  

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