Antonio Matzutzi e Stefano Mameli[/caption]
«In Sardegna, infatti, esistono ormai due mondi artigiani» commenta Stefano Mameli, Segretario Regionale di Confartigianato «il primo è quello che innova, si confronta e cresce mentre il secondo è quello che rimane ancorato agli schermi pre crisi, che è insufficientemente informatizzato, che ha un mercato domestico e che, inevitabilmente, fatica ad andare avanti. Ormai la differenza tra queste due entità è talmente forte che in pratica viaggiano sue due binari divergenti, parlano lingue che faticano a capirsi e quasi non si relazionano» continua Mameli «non è solo una questione di età anagrafica ma negli ultimi anni si è sviluppato un nuovo modello di fare impresa e di approcciarsi ai mercati che è necessario condividere il più possibile con tutto il mondo produttivo». La situazione dei mercati e della società, ha accentuato i “mali” storici del sistema imprenditoriale isolano, come la burocrazia, le tasse, la mancanza di mercato interno, il non saper “far rete” e la mancanza di “collegamento” con istituzioni, politica e pubblica amministrazione. «Nessuno crede che si possano risolvere i problemi con “bacchetta magica”» sottolinea Matzutzi « ma in questa Legislatura la politica regionale dovrà aver come primo obiettivo quello di ricreare un contesto favorevole alle attività produttive, senza il quale l’inversione di tendenza sarà ardua. E quindi ripartire anche dalla formazione e dal sostegno alle attività produttive». Per Confartigianato, quindi, la Sardegna che produce non potrà mai esprimere tutto il suo potenziale se non si allineeranno i percorsi formativi alle esigenze delle aziende e se non si favorisce l’inserimento dei giovani nelle imprese artigiane. Per questo è necessario avviare corsi, teorici e pratici aggiuntivi rispetto a quelli già previsti nei Piani regionali di formazione professionale da realizzare nelle Botteghe Scuola, adottare il Piano regionale di rilevazione dei fabbisogni professionali delle imprese, con tempi certi e brevi per l’erogazione della formazione, anche tramite voucher, e “ripensare” l’apprendistato con un maggiore coinvolgimento dell’imprenditore ed una formazione teorica finanziata più mirata sul settore e sulle esigenze delle imprese, anche tramite forme simili al praticantato nelle professioni. «Sulla realizzazione, o meno, di tutte queste necessità artigiane, vigileremo come sempre abbiamo fatto» continuano Matzutzi e Mameli «tutto verrà monitorato attraverso il “Rating”, il misuratore degli impegni della Politica di Confartigianato Sardegna nei confronti delle aziende”. Per questo, anche in questa nascente legislatura, l’attività del Presidente, degli Assessori e dei Consiglieri verrà “verificata”quotidianamente attraverso un vero e proprio sistema di controllo “ad personam” indipendente e certificato, con il quale il sistema produttivo artigiano potrà controllare e valutare la qualità dei comportamenti politici dei nuovi Amministratori regionali. «Tale progetto, sottoscritto dal Presidente Solinas e da 13 Consiglieri eletti» concludono Presidente e Segretario di Confartigianato Sardegna «servirà ad attivare un percorso di dialogo stabile e costruttivo tra Confartigianato e Regione per pesare, comunicare e valutare i benefici derivanti dalle decisioni e dalle politiche regionali per le attività artigiane e il territorio».
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