L’iniziativa ha riscosso un grande successo e i figuranti sono entrati nella chiesa di San Gavino Martire, l’unica della Sardegna a custodire le effigi in pietra dei re d’Arborea a partire dalla regina. “È stato - spiega Franco Serrenti, uno dei volontari dell’associazione - un omaggio al passato glorioso di tutto il nostro territorio”. Tra gli organizzatori ci sono tanti appassionati di storia e cultura della Sardegna come Giorgio Olla, Dennys Cambarau, Fortunata Vacca, Angelica Caboni, Marco Atzori di Sardara, Marina Spano, Franco Serrenti, Giovanni Spano, Antonio Bandino di Sanluri e Roberto Basciu. Questi ultimi due fanno parte del gruppo che organizza la rievocazione “Sa battalla” e hanno dato un importante supporto alla realizzazione dell’evento.
Così il turista che arriva a San Gavino Monreale può ripercorrere la vita del tempo visitando l’antica chiesa, meta di tanti pellegrinaggi nel medioevo sardo in quanto dedicata al martire guerriero San Gavino, ed ancora potrà recarsi a visitare il castello di Monreale (si trova oggi nel Comune di Sardara), residenza estiva di Eleonora.
"La regina del regno d’Arborea - rimarca Franco Serrenti - potrebbe essere stata sepolta nella chiesetta di San Gavino Martire, ma in pochi lo sanno. La sua effigie si trova alla destra dell’arco trionfale dell’abside nel 1376. A distanza di più di 30 anni dalla scoperta della sua effigie nulla si è fatto per approfondire le indagini. Attorno a Eleonora sono state costruite storie e leggende, ma non si può trascurare questa chiesa che oltre ad essere per la regina d’Arborea un rifugio spirituale era forse anche il pantheon di famiglia e potrebbe dunque racchiudere delle sorprese”.
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