Giovanni Angelo Pinna[/caption]
La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), come tanti altri traumi gravi o patologie invalidanti, spingono molte persone a vivere in un mondo inimmaginabile. Imprigionati nel proprio corpo, privati della propria voce e del controllo dei propri movimenti improvvisamente si ritrovano isolati da quello che, fino a poco tempo prima, era il “comune vivere”.
Grazie a un computer, tecnicamente chiamato “comunicatore” e classificato come dispositivo medico o dispositivo elettromedicale in base alle sue certificazioni, spesso agganciato a un braccio snodabile, e alle sintesi vocali, voci artificiali, queste persone continuano a rimanere connesse con il mondo e a comunicare con i propri cari e amici anche virtuali.
Esistono, però, molte tipologie di comunicatore.
Il più comune è il comunicatore a controllo oculare, che viene controllato con il solo movimento delle pupille grazie a una speciale telecamera a infrarossi che, fissando una determinata area del monitor ne attiva il suo contenuto.
Meno utilizzato è il comunicatore controllato con veri e propri sensori, accessori che vengono azionati a esempio, con movimenti residui del corpo, anche quasi impercettibili, con il soffio, con riconoscimento della prossimità di un corpo, sensori di prossimità oppure al più recente e moderno ancora oggi in fase di sperimentazione e poco utilizzati anche per via della loro complessità sulla “messa in opera” quello a controllo mediante onde cerebrali e quindi il pensiero.
Esistono, ancora, comunicatori a scansione, dove l’elemento desiderato, tecnicamente chiamato “cella” può essere azionato tramite i sensori, anche remoti oppure tramite il blink dell’occhio, il classico ammiccamento volontario, diverso dall’ammiccamento in campo medico.
Grazie a tutto questo concentrato di tecnologia, e a un software dedicato, (nelle immagini un esempio di software da me creato, si chiama “Vedo ADCSystem”) , queste persone possono scrivere testi, anche complessi, navigare su internet e leggere notiziari, chiacchierare sui social, controllare apparecchiature domestiche, inviare e gestire le proprie email, ascoltare musica e guardare filmati, leggere o ascoltare ebook, gestire il proprio smartphone controllandone anche le chiamate in ingresso e uscita… rimanere connessi con il mondo in poche parole.
Ci sono, poi, tante altre soluzioni sia software che hardware, che vengono sfruttate. Una fra queste è l’App per gli allarmi. Una App che può essere installata negli smartphone sia degli assistenti che dei familiari, anche non presenti nell’abitazione della persona affetta da queste patologie.
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