Come risollevarsi dalla crisi? Le richieste di Confartigianato alla Regione


Incentivi alle imprese, un piano di sviluppo pluriennale, sostegno economico ai giovani e lotta all’abusivismo anche sui social: ecco le richieste di Confartigianato Sardegna alla Commissione Speciale del Consiglio Regionale. Antonio Matzutzi e Stefano Mameli, rispettivamente presidente e segretario di Confartigianato Imprese Sardegna, riconoscono come <l’impegno e la condivisione ci sono stati ma ora sono necessari fatti tangibili e fondi a disposizione>. Occorre quindi rifinanziare la storica Legge 51 per l’artigianato, programmare lo sviluppo triennale del settore, favorire il passaggio generazionale aziendale tra genitori e figli, sostenere i giovani imprenditori nell’acquisto di locali in centro storico da adibire a bottega artigiana, supportare la creazione di reti di impresa artigiane ma anche incentivare la lotta all’abusivismo con controlli più serrati anche sulle attività pubblicizzate sui social network, sviluppare maggiormente l’artigianato tipico, tradizionale e alimentare e concedere contributi agli Enti Locali per eventi di valorizzazione delle imprese artigiane regolari. Sono questi alcuni dei contributi che Confartigianato Imprese Sardegna ha presentato alla “Commissione speciale sulla grave situazione delle imprese dell'artigianato e del commercio” così da supportare le oltre 35 mila imprese dell’Artigianato, settore che da anni è colpito da una durissima crisi. Il settore è ancora profondamente colpito da una crisi cominciata dal 2008. Nei primi 6 mesi del 2018, hanno iniziato l’attività solo 1.626 imprese contro le 2.410 che hanno cessato, con una perdita netta di 784 realtà produttive. Nel 2016 la diminuzione fu di 541 unità mentre dal 2008 a oggi ne sono scomparse definitivamente 7.456.

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