>«Quando ci si immerge nei fondali marini il nostro scopo non è scendere il più profondamente possibile, ma solo ed esclusivamente essere parte integrante dell’ambiente marino, dove le sensazioni e le emozioni hanno un ruolo prioritario rispetto all’ambiente stesso. Infatti ci immergiamo in apnea per guardarci dentro e conoscerci nel profondo dell’animo in quanto la magia dell’acqua e il silenzio profondo dell’apnea ci consentono di amplificare la comunione con noi stessi». A parlare così è Marco Sardu, sessantenne, arburese doc, tutto casa, lavoro… e mare con il quale convive ormai in perfetta simbiosi da quasi mezzo secolo. Il mare è nel suo Dna, da sempre come tradizione famigliare vuole nel rispetto dell’eredità lasciata da papà Geranio, che verosimilmente ne segue performance e percorso da lassù. All’origine fu solo passione per l’esplorazione dei fondali marini, adesso con l’iscrizione avvenuta nell’aprile 2015 alla Air Sub Apnea Competition Asd di Cagliari, società sportiva operante prevalentemente nei mari di Villasimius e Capitana e nelle piscine di Monserrato e Sestu, inizia per l’atleta arburese una nuova avventura. Una sfida che lo porta rapidamente a confrontarsi, sotto l’egida della Fipsas - Federazione Italiana Pesca Sportiva Attività Subacquea cui fanno capo in Italia 3500 società con un numero impressionanti di iscritti, ben 345.000, quinta federazione italiana per numero di affiliata al Coni - con i migliori specialisti di una disciplina che solo in Sardegna, stranamente, con sole 5 società presenti, sembrerebbe d’elite. Disciplina per immersioni in apnea con attrezzi (pinne) o senza, praticabile da un’età minima di 14 anni, che suddivide l’attività che praticamente dura tutto l’anno indoor, quindi in piscina nel periodo invernale, e out nei restanti mesi. Disciplina che richiede grande idoneità fisica ma anche grande equilibrio e capacità mentali. «Durante i corsi di apnea si insegnano le metodologie di training autogeno e yoga necessarie per la concentrazione e la respirazione, propedeutiche a superare i momenti di stress che si presentano durante le apnee», racconta Marco Sardu che, dopo alcuni stage e grazie alla grande professionalità dei numerosi qualificati istruttori che ruotano intorno al mondo dell’immersione (impegnati a migliorare le performance degli atleti ma anche veicolo per pura ricerca scientifica), ha subito messo le cose in chiaro andando a toccare nella massima tranquillità e sicurezza nella piscina Y40 di Montegrotto (PD), la più profonda del mondo, i 42 metri di profondità. Ottimo il risultato ottenuto sempre indoor anche al Campionato Italiano svoltosi a Cremona il 20 dicembre scorso nel percorso orizzontale dove ha superato la distanza dei 75 metri, risultato di rilievo che è valso all’atleta arburese la promozione nella seconda categoria nazionale. Marco Sardu vuole però bruciare le tappe verso traguardi di maggiore prestigio. I prossimi impegni rigorosamente annotati nella sua agenda personale parlano chiaro: «Nell’immediato l’obiettivo temporale sono i 125 metri da raggiungere nei prossimi due impegni (2 aprile e 8 maggio) che mi permetterebbero il passaggio in élite, la categoria nazionale più alta in questa disciplina». Nel frattempo attraverso l’organizzazione di numerosi stage prosegue incessante in Sardegna l’attività promozionale e divulgativa di questa particolare e affascinante disciplina l’ultimo dei quali, tenutosi a gennaio a Cagliari, ha visto la partecipazione della campionessa del mondo di apnea Alessia Zecchini, che con l’ausilio di Andrea Laureti, allenatore federale della nazionale italiana, ha illustrato la tecnica mentale e le fasi di preparazione precedenti le prestazioni agonistiche. Gianni Vacca
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