Come ottenere s'ollu de stincu


di Mauro Serra
  Mia nonna Maria Boi mi raccontava che in tempo di guerra aveva preparato una damigiana di ollu de stincu e mio zio, mentre giocava, l’aveva rotta quando era ancora piena. Le piangeva il cuore ogni volta che lo raccontava. Posso solo immaginare quale possa essere stata la punizione per mio zio. Mia nonna faceva ogni anno un po’ di olio di stinco, ecco la sua ricetta: Le bacche del lentischio vengono raccolte in autunno, quando sono mature (nere).  Si fanno bollire per mezz'ora. Si scolano e si versano in un sacco di tela, con i piedi si schiaccia il contenuto del sacco. Mia nonna suggeriva di schiacciarlo col mattarello, "su tutturu", invece che con i piedi. L'olio che fuoriesce viene raccolto in un recipiente. Si fa bollire, rimescolando per non farlo traboccare, sino a quando non produce più schiuma. Per addolcire il sapore aspro dell'olio, venivano immersi nel recipiente dei ficchi secchi. Tolto dal fuoco, si fa riposare sino a che tutte le impurità non si depongono nel fondo, dopo di che viene colato e imbottigliato. S’ollu de stincu ha un sapore un po’ forte ma con su pani arridau è una goduria, è buonissimo. Raccogliendone almeno 100 kg. di bacche si possono portare al frantoio per essere macinate...ma chissà se il gusto è lo stesso. Buon Lavoro.    

© Riproduzione riservata