Colonia felina di San Cosimo: c’era una volta una gatta


di Antonio Obinu
  C’era una volta una gatta, anzi due, anzi quasi duecento; questo è infatti il numero di colonie feline regolarmente registrate presso le autorità competenti a Cagliari. A queste vanno sommate le colonie che potremo definire abusive, approssimativamente un centinaio. Questo fenomeno di randagismo urbano è disciplinato dallo Stato allo scopo di prevenire situazioni problematiche di sanità pubblica. Le modalità con le quali i gatti scelgono un territorio piuttosto che un altro come propria dimora abituale dipende da svariate ragioni: quantità di cibo a disposizione, tranquillità e soprattutto poco frequentato da altri animali. Sì perché una volta che se ne impossessano, lo difendono dall’intrusione di altri gatti. La vita all’interno della cosiddetta colonia felina è regolata da rapporti di gerarchia ai capi della quale si trovano abitualmente i maschi più grossi ed aggressivi, anche se gli scontri all’interno della comunità sono un caso isolato. Ho parlato di situazioni censite perché l’assistenza portata da volontari è regolata da interventi concordati con la l’Azienda Tutela della Salute ATS Sardegna per quanto concerne la sterilizzazione o la presenza di animali nell’ambito urbano. Lo Stato infatti tutela la presenza delle colonie purché siano rispettate le norme indicate sia in una legge nazionale che in una regionale; la figura referente per ogni singola colonia felina è la gattara, quasi esclusivamente una donna: è lei che per prima ha portato assistenza alla comunità di gatti ed è lei che quasi esclusivamente mantiene i rapporti con gli uffici territoriali soprattutto Comune e ATS, ma anche con la cittadinanza più o meno contraria alla presenza dei gatti nel loro vicinato. Scopo di questo articolo non è tanto spiegare la normativa su come ci si deve comportare a termini di legge a fronte della presenza costante di alcune decine di gatti in un determinato spazio, bensì ascoltare le motivazioni di chi volontariamente mette a disposizione il proprio tempo libero e i propri soldi per accudire dei gatti che altrimenti vivrebbero come randagi nell’ambiente cittadino. Ho intervistato Giuseppe, uno dei volontari che gestisce la colonia felina di San Cosimo a Cagliari. Quando nasce la vostra attenzione/passione per i gatti? Da parte nostra c’è la volontà di dare una mano alla comunità, prendendosi cura dei gatti e dell’ambiente in cui vivono. Da un punto di vista temporale penso che siano quasi vent'anni che curiamo la colonia di San Cosimo insieme ad altri volontari che si sono susseguiti con alterna costanza. La passione per gli animali è qualcosa di innato, una sorta di empatia verso chi necessita di cure e attenzioni. Probabilmente un retaggio dell’educazione impartitaci dai nostri genitori. In quanti siete ad occuparvene? Attualmente siamo 4 persone che con tempi e disponibilità differenti si alternano nelle diverse colonie.  I bisogni di una colonia sono principalmente di tre tipi: cibo, sterilizzazioni (al fine di evitare che aumentino a dismisura) e le cure veterinarie. È importante collaborare e alternarsi nei compiti al fine di migliorare la vita nella colonia. Avete fatto una stima dei gatti che quotidianamente accudite? In piazza San Cosimo ci sono almeno 40 gatti che vivono all'interno della zona archeologica, una zona non accessibile alla quale ci viene periodicamente concesso il passaggio per catturare i gatti e per pulire. Avete attivato iniziative di sensibilizzazione come un sito Internet o una raccolta fondi per aiutarvi anche da un punto di vista economico? Si; è soprattutto una nostra collaboratrice ad occuparsene attraverso post su Facebook e raccolte di denaro nei negozi della zona. Io do il mio contributo attraverso un sito internet allo stato attuale ancora in attivazione, sancosimo.org, dove verrà inserita una pagina dedicata alla raccolta fondi; una informativa sui gatti presenti nella colonia con scheda identificativa sul colore e l’età; una pagina sulle adozioni; una informativa sull’attività di volontariato svolto ed una dedicata ai commenti, una sorta di blog dove recepire consigli e commenti sul lavoro che stiamo facendo. Vorrei concludere con una frase attribuita a Leonardo da Vinci che recita così: Anche il più piccolo dei felini, il gatto, è un capolavoro.  

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