Le Brunelle, pregiate borse in orbace, velluto e broccati
di Antonio Corona
Collinas non è solo il paese dei presepi, degli abili scalpellini della pietra, del dolce vino Nuragus o del paesaggio incontaminato, ultimo punto verde che si affaccia da Sardara sulla piana del Campidano deforestata nei millenni e nei secoli per far posto alla coltura intensiva cerealicola. È riconosciuto come comune fiorito e centro importante per i grandi eventi che vengono puntualmente riproposti nel corso di tutto l'anno.
Collinas è anche un paese di abili artisti e di artigiani. Bisogna rionoscere che è sottile il confine che delimita la produzione artigianale da quella artistica. È molto sottile spesso ciò che differenzia un artigiano da un artista e non è facile individuare dove finisca l'uno e dove cominci l'altro. A ogni buon conto in questa villa un tempo denominata Forru non mncano i pittori e i muralisti che eseguono le loro opere con raffinata maestria. Sono presenti anche scultori della pietra e intagliatori del legno, tessitrici e ricamatrici. Non manca la creatività nel settore dell'abbigliamento e degli accessori, nella borsetteria, nella lavorazione del vetro. Ci sembra importante valorizzare e far conoscere queste persone che molto spesso operano nell'ombra, ma che dimostrano oltre alla passione e all'impegno una notevole vena creativa.
Le Brunelle, pregiate borse in orbace, velluto e broccati
"Le Brunelle" è la denominazione delle creazioni di borsetteria di Brunella Pau, abile artista di accessori di abbigliamento che alla naturale passione unisce creatività e professionalità. La ricca varietà di borse viene realizzata in tessuto di orbace, guarnizioni in velluto e broccati. Hanno un pregio " Le Brunelle". Sono eleganti, raffinate e le si vedono in giro portate con gusto da persone giovani e meno giovani, da ragazzi e ragazze.
A Brunella Pau abbiamo rivolto alcune domande.
Ci ha rilasciato questa intervista.
Come è nata questa passione per la creazione di borse?
«Intanto si è affacciata con forza in un momento particolare della mia vita ma è un'idea che coltivavo da sempre. Confezionavo già l'abbigliamento per i miei due figli allora piccoli e decidevo gli abbinamenti da fare. In famiglia molti anni fa si discuteva delle borse che andavano di moda in quel momento. Io avevo in mente l'orbace, tessuto al telaio sardo e la valorizzazione di quei materiali della tradizione in linea naturalmente con i tempi attuali. Ho scelto i tessuti del costume sardo. Non sono una sarta, sono solo appassionata di cucito dopo aver fatto a 14 anni un corso professionale. Ho osservato con molta attenzione il lavoro soprattutto della mamma ed anch'io ho cominciato a confezionare qualche capo d'abbigliamento».
Qual è la varietà delle creazini e delle produzioni?
«Qualsiasi modello l'ho già ben in mente prima della sua realizzazione e non posso accontentare solo le donne. Realizzo quindi borse ma anche borselli e portafogli. Ogni pezzo è sempre unico perchè c'è sempre in ogni articolo qualcosa di diverso dagli altri. Incontrando clienti anche dopo 8-10 anni ho avuto modo di constatare che il tessuto, le rifiniture e i broccati sono di ottima qualità e durano nel tempo nonostante un utilizzo costante. Mi ritengo soddisfatta del mio lavoro anche perchè molte persone tornano per acquistare le mie creazioni e per farne regalo ad amici e parenti».
Quali sono le occasioni per proporre le creazioni?
«Le opportunità ed i luoghi dove propongo le mie opere sono diversificati ma sempre al chiuso. Le occasioni possono essere le sagre, gli eventi in occasione del Natale e di feste particolari, le conferenze e i dibattiti soprattutto se vengono trattati contenuti attinenti alla cultura della Sardegna perchè in questo caso i manufatti danno risalto all'evento. Nell'arco dell'anno siamo temporaneamente presenti a casa Olla a Quartu, nei locali in piazza Eleonora ad Oristano (diverse volte all'anno) ed anche per la Sartiglia e per le "Notti Bianche" così come per "Vetrine a tempo" sotto il bastione Saint Remy a Cagliari e per la sagra di sant' Efisio. Ma espongo anche a Lanusei, Bosa, Orosei. Sono stata designata nel 2019, insieme ad altre donne più importanti di me, come "donna sarda di ieri e di oggi" un riconoscimento significativo perchè colgo sempre l'occasione girando per la Sardegna di promuovere e valorizzare il paese di Collinas ricco di storia, di tradizioni e di arte».
Quali sono le gratificazioni ricevute e quale il futuro di questa attività?
«All'inizio dell'attività erano pochissime le persone inpegnate in questo settore. Ora ce ne sono tantisime, ma le mie borse sono molto apprezzate tant'è che sono stata invitata ad esporre anche in fiera. I miei manufatti si distinguono e si impongono sugli altri per la fattura e per la ricerca dei materiali. Sono contenta del mio lavoro e la famiglia mi ha sempre incoraggiato e sostenuto.. Soprattutto mio fratello Ivo, che oggi non c'è più, apprezzava molto le mie creazioni e preparava i bottoni in legno di olivastro interamente lavorati a mano, intagliati a lama di coltello così come facevano un tempo i pastori. Solo dopo sono arrivati i bottoni in metallo e a richiesta oggi utilizzo anche i bottoni d'argento. Il futuro è continuare con la stessa passione ma sempre a livello artigianale, continuando la creazione di modelli unici e diversificando la produzione: borse eleganti da passeggio, borselli da uomo e da donna, portafogli, oggettistica d'arredamento con stoffe tessute al telaio sardo provenienti dalle varie zone dell'Isola e questo soprattutto per una folta schiera di estimatori».
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