Gisella Mura, pittrice collinese particolarmente apprezzata, ha frequentato alle scuole superiori il liceo scientifico conseguendo successivamente la laurea all’Università di Sassari in belle arti. È singolare il corso di studi di questa artista. Dopo il diploma conseguito nel 1998, il suo corso di studi venne orientato al conseguimento di un titolo che potesse dare prospettive per il futuro. Era sua intenzione iscriversi all’università in ingegneria edile, ma la sorte ci mise lo zampino.
Il modulo già compilato e la ricevuta dell’avvenuto pagamento, come ci ha raccontato, vennero dimenticati a casa all’atto dell’iscrizione.
Un caso? Un segno?
Può essere.
Sfogliando casualmente un catalogo relativo all’ orientamento scolastico universitario, la sua attenzione cadde sulla pagina dell’Accademia di Belle Arti e la scelta fu l’iscrizione all’Accademia “ Mario Sironi”.
La sua vita prese un altro corso.
Nel 2004 si laurea in pittura con la tesi “L’urlo, tra angoscia, arte e disperazione”.
Ma il suo corso artistico in qualche modo era già tracciato.
La stessa artista annota che si sentiva attratta dall’arte e soprattutto dalla pittura fin da piccolissima. Raccontano Alessandro e Antonia, i genitori, che ancora in tenera età prendeva penna o matita per scarabocchiare su tutto ciò che le capitava.
È un po’ il gioco dei cuccioli che non è mai fine a sé stesso ma è un allenamento, una preparazione alla vita.
Anche all’asilo, suore ed insegnanti si resero subito conto di questa spiccata predisposizione e i suoi compagni di allora lo ricordano bene. Gisella era nata con il pennello in mano.
A nove anni Alessandro, il padre di Gisella, le regala le prime tele, colori a olio, tempere e tavolozza ed insieme il primo cavalletto professionale; cavalletto che l’artista custodisce gelosamente e che utilizza ancora. .
Gradualmente Gisella Mura si impone con le sue opere all’attenzione di critica e di estimatori, attraverso personali e mostre dapprima in Sardegna, e successivamente in ambito nazionale e all’estero.
Conosciuta e apprezzata, conquista numerosi premi e un corale apprezzamento da parte della critica per il caratteristico e particolare linguaggio espressivo che realizza utilizzando materiali diversi come plexiglass, terracotta, legno, stoffa, tela; un linguaggi riccamente cromatico.
Viene indicata soprattutto come la pittrice della donna e delle donne per i numerosissimi quadri a soggetto femminile realizzati Diverse mostre hanno avuto come soggetto proprio la figura femminile che dipinge accostandola alla dea donna e madre mediterranea.
La figura femminile rappresentata sprigiona una notevole carica di energia vitale e di sensualità all’interno di una cornice e di un’atmosfera ricca di pathos. Sono figure dal corpo formoso, sinuoso e sensuale, simbolo positivo di vita e di luce e insieme simbolo negativo di buio e di morte; “donne in mondi visionari, in cui come idoli dorati si stagliano su paesaggi esoterici ed evocativi”, ha detto uno dei critici.
La donna, protagonista assoluta delle opere, esprime il suo sentire interiore, dato dalla sensibilità umana ed artistica della pittrice.
La luce e l’ombreggio avvolgono i soggetti, dipinti su gesso, stucco, acrilico, smalto.
Luci e ombre sono ben amalgamati.
Richiamano il vissuto dell’artista, il campo di esperienze o le suggestioni del paesaggio nostrano.
L’arte per Gisella è la vita e dopo il figlio il suo primo pensiero di ogni mattino è “prendere un pennello in mano”.
Prendere un pennello per realizzare un progetto che nasce da un’idea immediata o da una elaborazione più complessa.
Così prendono forma le su opere.
L’ultima personale dell’artista, titolata MMXVII (2017), evento curato dallo storico dell’arte Daniela Madau è stata allestita a Collinas ma esperienze particolarmente significative sono state l’esposizione a Malcesine in provincia di Verona e l’esposizione a Sofia in Bulgaria.
Esperienze, contatti e confronto con altre culture e altre persone è sempre motivo di arricchimento e di crescita anche sul piano artistico.
Il futuro? Continuare ad operare con lo stesso entusiasmo tenendo come punti di riferimento soprattutto per le tecniche espressive artisti significativi come Munch, Bosh, Matisse, Caravaggio e la corrente pre-raffaellita.
L’arte è una lingua universale che la pittrice Gisella Mura utilizza sapientemente per comunicare sentimenti, stati d’animo e sogni.
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