Collinas - Forru:  “Figli di un Dio minore”?


di Francesco Diana

Chiedo scusa ai lettori e alla redazione se per una volta assumo indegnamente le funzioni di cronista, affrontando argomenti che attengono alla vita quotidiana della comunità di cui mi onoro di far parte e che in passato mi ha gratificato della propria fiducia, eleggendomi alla carica di primo cittadino. Lo voglio fare sulla spinta delle esperienze maturate nel corso della mia legislatura, ma soprattutto come semplice cittadino e potenziale destinatario delle azioni e dei provvedimenti che la Pubblica Amministrazione riserva, o dovrebbe riservare, a tutte le comunità, indipendentemente dalle aderenze politiche, dalla densità della popolazione, dalla posizione geografica e quant’altro. Già in passato ho avuto modo di sottolineare il fatto che Collinas, (Forru secondo l’idioma ricorrente ancora oggi), si è venuta a trovare sempre in posizione periferica rispetto al territorio della Provincia di appartenenza: lo era come appartenente alla Provincia di Cagliari, lo è rimasto con la Provincia del Medio Campidano e lo è tuttora con la Provincia del Sud-Sardegna, con l’aggravante della distanza considerevole che lo separa dall’attuale capoluogo. Ciò ha relegato il nostro paese in una sorta di regno d’indifferenza istituzionale, che spesso ha portato i suoi abitanti a sentirsi “Figli di un Dio eminore”! Più volte, prima come sindaco nell’esercizio delle mie funzioni e poi come umile cronista fra le righe di questo giornale, ho segnalato lo stato di totale abbandono della viabilità provinciale che costituiva, come di fatto costituisce ancora oggi, un grave pericolo per l’incolumità dell’utenza. La mancanza di adeguate risorse finanziarie, prima, e la sorta d’interregno causato dall’abolizione delle Province, poi, è stata sempre la scusante addotta a giustificazione della mancata attuazione degli interventi necessari. Ai pericoli derivanti dal cedimento della carreggiata in prossimità dei tombini di attraversamento stradale e dei ponti, come pure a quelli ascrivibili alle profonde lesioni longitudinali e trasversali del manto d’asfalto, si è sempre ovviato attraverso la sistemazione di adeguata segnaletica orizzontale e verticale, tendente a segnalare il pericolo e ridurre la velocità a valori insostenibili con i veicoli attualmente in produzione. In certi tratti, come quelli compresi fra l’abitato di Collinas e il confine con la Provincia di Oristano in direzione di Gonnostramatza, è stato addirittura fresato il manto stradale esausto e viscido, a costi che presumibilmente equivalgono a quelli necessari per il normale rifacimento. In buona sostanza, invece che soddisfare le esigenze dell’utenza, si è operato per tutelare i responsabili delle strutture pubbliche all’uopo preposte, per ogni e qualsiasi responsabilità in merito a eventuali incidenti, rafforzando tale tutela, come emerso dalle confidenze di qualche personaggio all’epoca in servizio, anche mediante la stipula di adeguata polizza assicurativa a copertura dei danni eventualmente ascrivibili a responsabilità civile da parte dell’Ente gestore. Come dire all’utente: «ti abbiamo informato dei pericoli persistenti, ti abbiamo invitato a camminare piano; se ti succede qualcosa la colpa ricade interamente su di te! Tuttavia siamo tutelati da adeguata polizza assicurativa, stipulata grazie alle tue rimesse, che ci permetterà di risarcirti dei danni eventualmente originati da eventuali nostre inadempienze». Quanto descritto nei riguardi della viabilità provinciale, non è l’unica carenza del servizio pubblico nei confronti del cittadino. Basta pensare alle croniche deficienze nei riguardi dell’approvvigionamento idrico per uso domestico o ai disservizi nel campo della distribuzione elettrica e dell’utenza telefonica. Il permanere di tale stato di degrado a distanza di diversi lustri, ha indotto l’attuale Sindaco Francesco Sanna a pretendere la tutela del “Diritto di equità” fra i diversi Comuni da parte degli Enti preposti, senza distinzione fra ricchi e poveri, popolosi o meno. In merito alle deficienze riguardanti la viabilità di competenza provinciale, in un messaggio inviato ai cittadini tramite WatsApp, il Primo Cittadino ha tenuto a precisare: «Da tempo sollecitiamo che la Provincia intervenga con il rifacimento dell’asfalto almeno nel centro abitato o che ci ceda formalmente la gestione e un congruo contributo alle spese per poter provvedere direttamente come comune; e se la prima richiesta diventasse troppo grave per il bilancio provinciale, che almeno ci dessero indizio di buona volontà avviando la procedura amministrativa per la cessione della manutenzione al Comune…… una nostra risposta non si farebbe attendere.  All’Ing. Mossa, Commissario della Provincia del SU, in una cordiale telefonata ho ricordato tutte queste istanze, non certo pretestuose né gravate di secondi fini se non quelli della pubblica incolumità, istanze che ci eravamo premurati di scrivere in più occasioni nei mesi scorsi». Detto comunicato faceva seguito a quello destinato a evidenziare le criticità riscontrate nella rete di distribuzione elettrica gestita dall’Enel, partendo dal grave pericolo corso recentemente dalla popolazione a causa della rottura di un cavo elettrico che, a contatto col terreno, sfiammava pericolosamente in una via del centro storico. Il tempestivo intervento dei tecnici dell’Enel ha ovviato provvisoriamente al problema e ha creato le basi per un più completa e fattiva collaborazione fra l’Ente e lo stesso Comune. «Alla nostra lamentela di tanti cavi che sfiammano, cassette e cavi malfermi e insicuri», ha precisato il Sindaco nel citato comunicato, riferendosi al capo squadra del competente distretto intervenuto per la riparazione del guasto «ha risposto prontamente di poter disporre della sufficiente capacità decisionale e del budget utile per poter mettere in sicurezza la rete. A tanta disponibilità, io credo si debba rispondere con una fattiva collaborazione e quindi ci adopereremo per risegnalare in maniera puntuale tutte le criticità e i pericoli evidenti della rete di distribuzione dell’energia elettrica nell’abitato di Collinas …» C’è da augurarsi che ai propositi corrispondano fatti concreti e che non abbiano a ripetersi certe situazioni del passato, quali quella documentata con la foto, che ha visto la sistemazione provvisoria adottata nel lontano 2004, assumere nel tempo carattere definitivo. Pur consapevoli del grave stato di profondo disagio che nell’ampio scenario mondiale condiziona pesantemente la vita di ciascun individuo per via della persistente pandemia, confidiamo nella saggezza di quanti occupano posti di rilievo all’interno delle Istituzioni, perché le loro determinazioni siano perennemente improntate al rispetto dei principi di equità, per il trionfo dei valori della democrazia cui tutti aspiriamo.

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