Roberto Loddi[/caption]
L’ortica “Urtica dioica o urens”, appartiene alla famiglia delle Urticacee e deriva dal latino urere, vale a dire bruciare. L’ortica (spizia e fui, pitziadroxiu, ociau mascu, ociau, pitzulenti, pitzianti, pistiddori) è un'erbacea tipica dei luoghi con clima temperato, ove è presente nel terreno molto materiale organico in decomposizione. Sia il fusto che le foglie delle ortiche sono ricoperte da una fitta peluria contenente un liquido caustico che provoca, per contatto, arrossamento e bruciore cutaneo. Dove son presenti le ortiche il terreno si arricchisce e le piante vicine prosperano, inoltre se delle ortiche vengono aggiunte al cumulo del concime organico ne accelerano la maturazione. Le proprietà dell’ortica sono conosciute sin dall’antichità, che sono state confermate dalla scienza più recente.
Ricca di vitamine, ferro, flavonoidi e carotenoidi, l’ortica, sotto forma di tisana o di succo può essere di grande aiuto in modo naturale. Di facile utilizzo, è alla portata di tutti e a costo praticamente zero. L’ortica è depurativa, diuretica, antinfiammatoria, ricostituente, rimineralizzante, combatte il diabete, è utile per curare numerose malattie, sia acute che croniche. L’ortica è efficace in caso di stati anemici, disturbi dei reni e della vescica, ipertrofia prostatica, malattie reumatiche, artrite e artrosi, dermatiti ed è ricca di vitamine A, C e K e di sali minerali e, allo stesso tempo ha anche funzioni depurative, disintossicanti, ricostituenti e aiuta a digerire. I getti giovani freschi sono i migliori in cucina, in quanto più teneri e anche in campo medico, perché il loro potere curativo è massimo, il momento migliore per coglierli è dopo una pioggia, il periodo più adatto è la primavera (quando conviene anche farne una buona scorta per l'inverno), o l'autunno quando, dopo il taglio del fieno, crescono i nuovi getti. In cucina, le ortiche sono usate da sempre ed è importante usare i guanti di gomma mentre si maneggiano le foglie, che devono essere rigorosamente raccolte molto giovani (il periodo indicato è la primavera). Una volta lessate, non ci sono più problemi, in quanto il calore neutralizza le sue molecole urticanti. Tant’è vero che si lessano come fossero spinaci, si aggiungono alle minestre, si cuociono con il riso o si impastano con le patate per fare delicati e saporiti gnocchi, sono ottime anche nelle frittate, messe in infusione con qualche foglia di menta danno una tisana che può venire bevuta al posto del tè. Per le caratteristiche nutrizionali le ortiche risultano essere un ottimo mangime per galline, conigli e mucche, a cui vengono date sia fresche, dopo essere stata immerse per un giorno in acqua bollente, sia essiccate. Nel “De re coquinaria” di Marco Gavio detto Apicio, si parla di “Patina Urticarum” una torta o sformato di ortiche. Anche gli antichi egizi nella medicina popolare facevano uso delle ortiche. Durante il Medioevo i fusti dell’ortica venivano pestati e snervati, dopodiché adoperati per tramare stoffe paragonabili alla canapa o al lino.
In un quadro di Albrecht Dürer, famoso pittore e incisore tedesco della fine del Quattrocento, è rappresentato un angelo che offre al Creatore niente meno che un'ortica. L’ortica viene menzionata anche nei racconti popolari del grezzo contadino Bertoldo, scritto da Giulio Cesare Croce (1620), nel “Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno”, Bertoldo esordisce con questa domanda: Re: “Qual è quell’erba che fin i ciechi la conoscono?” Bertoldo: “L’ortica”
Quale migliore testimonianza potremmo desiderare del prestigio che già allora circondava questa erba?
Ingredientis:
g 600 di tenere punte di ortiche, 2 cipollotti novelli, 2 spicchi di aglio, 6 uova, g 60 di pecorino di medio stagionatura grattugiato, olio extravergine di oliva, sale e pepe q.b.
Approntadura:
lava bene le foglie di ortiche, lessale con la sola acqua di lavaggio e quando sono diventate tenere, scolale, strizzale e tritale grossolanamente. Fatto, lava i cipollotti e tagliali a rondelle sottilissime, quindi falli appassire assieme all’aglio schiacciato in un giro d’olio fino a quando sono diventati trasparenti. Terminata questa operazione, aggiungi le ortiche, falle insaporire per cinque minuti, poi aggiusta il tutto di sale e di pepe. Fatto, sbatti le uova in una ciotola con il formaggio e una presa di sale, dopodiché tuffaci le ortiche saltate e dopo avere mescolato bene, versa il composto in una padella preferibilmente di ferro, oppure in mancanza di questa, va bene anche quella antiaderente, leggermente unta con un filo di olio. Quando la torta o frittata, cocca bamba, in dialetto sardo, si sarà rassodata, girala con l'aiuto di un coperchio e falla dorare anche dall'altra parte. Una volta pronta, tagliala a spicchi e servila. Vino consigliato: Vermentino di Gallura D.O.C.G. dal sapore asciutto, alcolico, morbido con retrogusto amarognolo.
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