Claudio Seda, candidato per Italia Sovrana e popolare nel collegio 2 uninominale sud Sardegna e plurinominale Cagliari per la Camera


di Giovanni Contu
 

Claudio Seda, 36 anni, è nato a San Gavino Monreale. Originario di Fluminimaggiore, marito e padre di una bambina di 6 mesi, ha conseguito il diploma di perito informatico e si è avvicinato alla politica fin da ragazzo. Dal 2006 svolge volontariato in campo sanitario e in quello della protezione civile. È appassionato di micologia, archeologia e fotografia. Con coerenza e determinazione dal 2013 porta avanti il movimento Azione Civile con l’obiettivo di combattere mafia e corruzione.

  La vostra esperienza politica comincia dopo il faticoso traguardo costituito dalla raccolta firme. Avete già raggiunto un obiettivo importante; come considerate questo risultato che vi porta alla partecipazione per la prossima tornata elettorale? Questa nuova esperienza politica nasce il 18 giugno in tantissime piazze italiane dove in migliaia hanno manifestato contro il governo Draghi e il caro vita e in favore della Pace, del lavoro, della giustizia sociale e della democrazia. Questo è stato il trampolino di lancio per costituire Italia Sovrana e Popolare, un soggetto politico che nasce dalla base, dall’ascolto dei territori, unendo più partiti e movimenti sotto la Costituzione. Non esiste da noi la cultura del leader solo al comando come negli altri partiti. Abbiamo raccolto quasi 60 mila firme su tutto il territorio nazionale. In Sardegna sono state raccolte ben 2000 firme in 15 giorni, un risultato molto positivo, considerando le difficoltà del mese di agosto. Come nasce il gruppo sardo dei candidati per Italia Sovrana e Popolare? Nasce da una profonda sintesi con tutti i partiti e i movimenti che hanno costituito Italia Sovrana e Popolare, tra cui Ancora Italia, Riconquistare Italia, Azione Civile e il PC. La lista dei candidati sardi è nata dalla condivisone di un programma comune e dal dialogo tra le forze politiche e i territori. Non abbiamo avuto liste bloccate dai vertici, ma si è tenuto conto delle reali professionalità e competenze dei candidati che rappresentano e conoscono i territori e che hanno alle spalle anni di battaglie e lotte in favore della comunità. Durante la vostra conferenza stampa cagliaritana, l’argomentazione d’esordio è stata quella con la quale vi proponete come gruppo antisistema. Cosa significa questa definizione. Nei prossimi mesi saremo sull'orlo del baratro con bollette quadruplicate, licenziamenti e imprese che chiuderanno. Sarà la distruzione del tessuto sociale ed economico del nostro Paese. Ricordiamo che le sanzioni alla Russia, iniziate col Governo Conte, sono state appoggiate da tutti i partiti e i movimenti che hanno sostenuto il governo Draghi, compresi Letta e Meloni. Ci poniamo come forte opposizione alla politica dettata oggi da UE, USA e NATO e adottata da qualsiasi governo da 30 anni a questa parte. Questo sistema non funziona più e ha tradito gli interessi degli italiani e dei lavoratori. Inoltre siamo contrari all'obbligo del vaccino anticovid e al green pass e in favore di una nuova sanità pubblica. Il nostro obiettivo principale è restituire dignità alla Costituzione, attuando la Carta Costituzionale che per in questi ultimi anni è stata ostaggio di una politica dedita solamente agli interessi personali. Secondo il suo punto di vista, quali sono le priorità in campo politico nella realtà specifica del Medio Campidano? Le priorità sono sicuramente il lavoro, la sanità e l’istruzione. Il Medio Campidano, insieme al Sulcis-Iglesiente una delle aree più povere d’Italia. In due anni di pandemia sono aumentate le disuguaglianze sociali e la povertà delle famiglie è in costante crescita. Il sistema sanitario è al collasso, lasciando enormi problematiche alla gestione sanitaria dei pazienti non Covid. La dispersione scolastica non è mai stata così alta, aumentando il gap tra le poche famiglie ricche e le tantissime famiglie povere. L’altissimo tasso di disoccupazione è infine una realtà a cui tutti sembrano essersi arresi: personalmente, negli ultimi anni, ho portato avanti la lotta delle Partite IVA della Provincia per rivendicare i diritti calpestati delle piccole attività che costituiscono il tessuto sociale ed economico del territorio. La dispersione scolastica non è mai stata così alta, aumentando il gap tra le poche famiglie ricche e le tantissime famiglie povere. L’altissimo tasso di disoccupazione è infine una realtà a cui tutti sembrano essersi arresi: personalmente, negli ultimi anni, ho lottato con le Partite IVA della Provincia per rivendicare i diritti calpestati delle piccole attività che costituiscono il tessuto sociale ed economico del territorio.

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