È il fallimento della politica visibile a occhio nudo: i tagli alla sanità operati nell’ultimo quinquennio dalla giunta Pigliaru e dall’Assessore Arru non ha avuto pietà neppure di questo presidio di base concepito per venire incontro a un territorio vastissimo sul quale gravitano diverse case sparse, una decina di villaggi turistici particolarmente affollati nel periodo estivo e tre frazioni. Il centro polifunzionale è ancora vuoto, o quasi. Finora solo due dei quattro medici di base invitati al trasferimento della propria sede hanno risposto positivamente. La pediatra che da anni opera nella cittadina mantiene ancora il proprio ambulatorio nella scomodissima via Dante. Mancano tutti gli specialisti ad eccezione del servizio di Igiene Mentale.
I programmi a suo tempo pubblicizzati con troppa enfasi sono stati completamente disattesi. Lo ricorda con fermezza anche l’assessore alla Sanità del comune di Arbus Elisa Caddeo che pur riconoscendo l’utilità dell’opera finanziata e la necessità di porre fine a quel disagio lamenta il mancato rispetto del crono programma previsto in fase di progettazione e confermato dalle autorità sanitarie quando nell’aprile del 2017 venne inaugurata la struttura.
L’apertura della nuova Casa della Salute di Arbus avrebbe dovuto far compagnia a quella di Villacidro, da tempo già operativa, e far parte assieme al potenziamento del poliambulatorio di via Bologna a Sanluri, di un percorso che individuava nel decentramento i nuovi strategici obiettivi regionali in materia di sanità. Tanto si è speso, nulla si è prodotto.
Neppure quel mini ambulatorio infermieristico per piccole urgenze, applicazioni di flebo e medicazioni così come è rimasta lettera morta l’allestimento della cosiddetta “area dell’accoglienza” con la presenza di alcuni uffici a carattere amministrativo per il disbrigo di pratiche sanitarie.
Gianni Vacca
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