Il 7 dicembre 1914 alle 19, il Consiglio comunale di Carloforte, riunito in seduta straordinaria, assunse all’unanimità dei consiglieri presenti, la delibera n. 128 “Assegno al sindaco per indennità di spese alla carica”. Presiedeva la seduta il sindaco Silvio Panzalis. Alla stessa partecipavano i consiglieri Michele Biggio, Antioco Pomata, Angelo Tiragallo, Antonio Scotto, Vincenzo Palomba, Antonio Rombi, Antonio Pani, Cesare Napoli, Antonio Vassallo, Battista Maurandi, Angelo Biggio, Angelo Lipari, Antonio Pani, Bartolomeo Biggio e il segretario comunale E. Cadeddu, quale verbalizzante. L’argomento dibattuto consisteva nell’assegnare al sindaco per indennità e spese inerenti alla carica un assegno annuo di lire 1.500 da elargire a rate mensili posticipate previa detrazione della imposta. La richiesta di corrispondere l’indennità di carica era così motivata: “Considerato che stante le molteplici e variate spese a cui il sindaco va incontro a ragione della carica, le quali spese non è sempre facile giustificare volta per volta; che egli deve dedicare buona parte del giorno alle incombenze dell’ufficio con discapito dei suoi affari privati. Che d’altro canto tale assegno costituirà un maggior obbligo per il sindaco per dedicare al suo ufficio tutta la sua attività ritornando a beneficio degli stessi amministrati e del comune”. Alla proposta seguì la votazione a scrutinio segreto: 14 voti a favore ed un’astensione. Con la delibera n.128 dunque, per la prima volta, veniva stabilito un compenso al sindaco. Mai era successo prima d’allora in quanto per legge non spettava indennizzo alcuno. Dedicarsi all’amministrazione della cosa pubblica era visto come un servizio alla collettività, prestazione che doveva espletarsi senza alcun onere per le casse comunali. Il provvedimento adottato venne spedito alla sottoprefettura di Iglesias, per gli opportuni controlli, in data 22 dicembre. Il responsabile dell’ufficio, al ricevimento della stessa, stilò per il prefetto di Cagliari una nota circostanziata e per nulla favorevole alla delibera, nella quale veniva sottolineato il carattere del tutto gratuito delle cariche pubbliche, compresa quella di sindaco. Il principio della gratuità, secondo il funzionario della sottoprefettura, non veniva invece assolutamente rispettato qualora si fosse permesso, al comune di Carloforte, di pagare mensilmente un assegno al sindaco per l’espletamento della sua carica. Si materializzava, a parere del sottoprefetto, un vero e proprio stipendio e quindi, egli scriveva, “non poteva essere in alcun modo consentito”. Il funzionario contestava inoltre anche l’enormità della somma deliberata, ben 1.500 lire e infine ricordava al prefetto di Cagliari che le precedenti amministrazioni non avevano mai assegnato alcuna indennità al sindaco. In sostanza il tenore della missiva inoltrata al prefetto di Cagliari in data 19 gennaio 1915 bocciava in toto la delibera n. 128 assunta all’unanimità dal Consiglio comunale di Carloforte nell’assise straordinaria del 7 dicembre 1914.
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