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Carlo Pahler[/caption]
Quali sono le prime tre cose da fare, importanti e necessarie per Serramanna?
«Siamo convinti che Serramanna abbia questioni urgenti da risolvere con immediatezza e urgenza. Le priorità sono la gestione del servizio idrico, le incompiute ferroviarie, il conferimento dei rifiuti e la gestione del dissesto idrogeologico».
Come potrebbero definirsi i punti di forza del programma condiviso all’interno della lista?
«Chiarezza, semplicità e fattibilità. Sono i punti forza del nostro programma nato da una condivisione delle vere necessità della nostra comunità».
Come ti rivolgeresti agli elettori eventualmente indecisi che son cresciuti con te e quindi appartengono alla tua generazione?
«Dopo quindici anni di amministrazione della stessa politica questa è la Serramanna che ci viene lasciata in eredità. Non sono riusciti a governare insieme, figuriamoci oggi che sono divisi in due liste. Noi ci proponiamo come una valida alternativa e con le giuste competenze per risolvere i problemi. È ora di cambiare e pensare a Serramanna in una visione fuTura».
Un paese, prima centrale nel nostro territorio e punto di riferimento dei paesi limitrofi, che oggi non è più appetibile e carente di servizi.
«È stato il primo punto di riflessione del nostro gruppo. Riteniamo sia necessario valutare in modo strategico l’adesione di Serramanna alla città metropolitana affinché sia possibile creare maggiori reti, ampliare i servizi e creare opportunità. Un paese ben collegato da mezzi pubblici, con una vasta offerta di servizi diventa oggetto di attrazione per chi deve scegliere dove crescere una famiglia o far nascere la propria attività lavorativa».
Cosa diresti invece a un elettore nato nel 2003, che fra poche settimane voterà per la prima volta per scegliere il sindaco del proprio paese?
«Votare è motivo di orgoglio e talvolta anche di preoccupazione. È difficile valutare i programmi delle varie liste perché tutti hanno punti interessanti e spesso simili. Non pensare che il votare non serva a nulla. E’ necessario valutare, con onestà se il programma è realizzabile in cinque anni perché è questo il tempo in cui si dovrà amministrare e realizzarlo. Valuta con attenzione questo aspetto: troppe promesse e punti programmatici non saranno realizzati. Pensa a dove vivi oggi e se non ti piace sappi che esiste una alternativa elettorale: Serramanna fuTura».
Quale, fra le più belle pagine di storia serramannese, non necessariamente in campo politico, ricordi più volentieri?
«Ci sono diversi momenti nelle pagine di Serramanna che ricordo con piacere. Dalla nostra tradizione dei festeggiamenti di Sant’Isidoro alle giornate sportive del 25 aprile. Una comunità legata allo sport e alle attività condivise. Ricordo la prima esperienza fatta con la pedalata, una bellissima occasione conviviale e comunità, per passare ai concerti di Kantartica e alle giornate dell’arte in cui collettivi hanno creato in pineta una serie di opere che ancora oggi sono visibili».
Se avessi, adesso, la possibilità di scriverne una per i posteri, quale vorresti che fosse?
«Mi piacerebbe creare una nuova pagina che veda un maggiore senso di appartenenza cittadina e sensibilità per il nostro territorio legato ad una maggiore attenzione e rispetto tra le persone. Maggiore valorizzazione del centro storico, della sua tradizione e della natura in una ottica di sostenibilità».
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