Per l’Organizzazione Artigiana, infatti, lo sviluppo e la sostenibilità oltre a rappresentare un interesse nazionale, rappresentano l’interesse di ogni comunità locale, fondata sulla sostenibilità sociale, economica e ambientale.
“È auspicabile che le norme in questione vengano rapidamente riviste e modificate per consentire la piena ripresa delle attività, ora di fatto sospese per l’incertezza che ne è scaturita – rimarca la Presidente Maria Amelia Lai – le norme, pur mantenendo adeguati presidi di controllo sulla “bontà” dei soggetti che operano nell’ambito della cessione dei crediti, devono consentire un numero adeguato di transazioni fra coloro che partecipano alla filiera dell’intervento e, in ogni caso, ammettere sempre la possibilità di cessioni nei confronti di intermediari finanziari iscritti ai relativi albi”.
Poi l’appello finale degli Artigiani: “Siamo convinti che anche dalle Istituzioni locali, attraverso lo strumento della Conferenza Stato Regioni – conclude l’Associazione Artigiana - possano arrivare le giuste sollecitazioni al Governo nazionale affinché, una volta per tutte, venga stabilizzato in modo chiaro il quadro normativo di riferimento, nell’interesse dei cittadini e degli operatori economici”.
DECALOGO - Ecco i dieci punti per i quali l’articolo 28 deve essere modificato: 1) cambi in corsa nelle regole disorientano le imprese; 2) stabilità normativa indispensabile per consumatori e imprenditori; 3) mercato già bloccato dall’effetto annuncio; 4) tutta la filiera compromessa; 5) non solo danni economici; 6) in gioco anche la reputazione delle imprese; 7) a rischio liquidità e programmi di sviluppo delle imprese; colpiti gli operatori onesti e responsabili; 8) aumenta la sfiducia verso un efficace strumento per la transizione green; 9) rallenta la corsa verso obiettivi di risparmio ed efficienza energetica; 10) l’accesso agli incentivi diventa elitario.
Per il solo Superbonus 110%, in Sardegna le asseverazioni al 31 gennaio 2022 sono state complessivamente 3.558 per un totale di investimenti pari a 628 milioni di euro e investimenti lavori conclusi di 408 milioni di euro. I condomini registrano 290 asseverazioni per 250 milioni di detrazioni (investimento medio di 864 mila euro), per le unifamiliari le asseverazioni sono 2.328 per 273 milioni di investimenti (investimento medio 117 mila), mentre per le case indipendenti le asseverazioni sono 940 per 104 milioni di investimenti (investimento medio 110mila).
Secondo l'analisi “Agevolazioni fiscali della filiera della casa in Sardegna”, realizzato dall’Osservatorio per le Micro e Piccole Imprese di Confartigianato Imprese Sardegna, che ha analizzando i dati dal 2016 del MEF-Dipartimento delle Finanze, nell’Isola la fruizione degli sgravi sul "sistema casa", la quota delle detrazioni è cresciuta in modo considerevole. Per le DETRAZIONI si è partiti dai 42 milioni di euro del 2011, passando per 78 del 2015, fino ad arrivare ai 93 del 2018. Nel 2019, 161mila contribuenti sardi hanno detratto 107milioni di euro (media 66.300 euro) per la riqualificazione delle abitazioni, generando così un giro d’affari per le imprese di 214 milioni di euro. Sempre nel 2019, per il risparmio energetico, 45.561 cittadini hanno invece portato in detrazione 23milioni di euro, per una media di 503 euro, immettendo nel mercato poco meno di 34 milioni di euro. Grazie a questi numeri, grazie alle detrazioni in Sardegna la riqualificazione degli immobili, strutturale ed energetica, ha consentito di immettere nel circuito economico ben 248 milioni di euro che, per la quasi totalità, sono andati a sostenere le piccole e medie imprese sarde.
Nel 2020 e 2021 possiamo stimare DETRAZIONI per un totale di circa 260 milioni di euro, equivalenti a INVESTIMENTI per circa 500 milioni di euro. Tali incentivi hanno avuto effetto positivo e diretto sul 13% dei lavoratori del settore: in valori assoluti, si parla di oltre 5mila persone su un totale di quasi 40 mila addetti. Nel dettaglio della distribuzione per tipologia di lavori degli investimenti sostenuti da ecobonus, nel 2020, si registra il 38% riferito ai serramenti, il 27,6% riferito a pompe di calore, il 10,5% a schermature, l’8,8% a pareti orizzontali, il 5,6% a pareti verticali, il 4,6% a Caldaia a condensazione, il 2% Impianti a biomassa, l’1,7% il solare termico e lo 0,2% a building automation.
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