Nell’arco di pochi giorni, la popolazione di Barumini si risveglia con l’amara sorpresa di non avere più tre pinete comunali. Sconcerto, inquietudine e incredulità con tantissime svariate critiche e commenti tra la gente, sui social media e social network, con una domanda d’obbligo: chi ha autorizzato l’imponente taglio? Sono quasi 80 gli alberi abbattuti nella pineta di Santa Chiara, circa 100 nella pineta di Santa Croce e una quarantina nel costone dietro l’ex convento cappuccini. [caption id="attachment_49066" align="alignleft" width="500"]
Barumini. Catasta di alberi appena tagliati.[/caption]
Il sindaco Emanuele Lilliu al centro della polemica, spiega: «Si è trattato di attività imprescindibile per garantire e tutelare la sicurezza di persone e cose. Per gli alberi prospicenti la SS 197, l’ordinanza di rimozione è pervenuta direttamente dall’Anas che obbliga una certa distanza dalla stessa. Mentre il taglio delle altre aree si è reso necessario dalla presenza di alberi e vegetazione rinsecchita e pericolante, segnalata anche da alcuni concittadini. I lavori tramite bando pubblico sono stati eseguiti a costo zero da un’impresa esterna, che si porterà via tutto il legname tagliato».
Gli amministratori comunali tengono comunque a precisare che: «Provvederemo entro l’anno al ripristino delle aree boschive rimosse, mediante un nuovo rimboschimento, creando un parco pubblico a norma, in sicurezza e fruibile da tutti. Probabilmente la non puntuale informazione pubblica sui lavori da eseguire, ha scatenato tra la popolazione le più svariate ipotesi, addossando responsabilità e colpe sugli amministratori locali».
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Barumini. Ex pineta di via Santa Croce.[/caption]
Gli stessi confermano come obiettivo primario, la cura e l’attenzione per l’ambiente e il verde pubblico: «Abbiamo già avviato da mesi in collaborazione con l’Ente Foreste che ci ha fornito progettazione e alberi, la piantumazione di 1040 nuovi alberi nell’area di venti mila metri quadrati, adiacente al Polo Museale di Casa Zapata. Un’area boschiva superiore oltre dieci volte le zone interessate all’attuale disboscamento».
Serviranno questi argomenti a calmare gli infuocati animi estivi dei baruminesi scontenti?
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