Barumini  protagonista  a  Paestum


di Carlo Fadda
  I tesori di Barumini incantano anche Paestum in Campania. È stato un autentico successo la partecipazione dello stand Regione Sardegna e in particolare quello di Barumini con la Fondazione Barumini Sistema Cultura, alla ventitreesima “Borsa Mediterranea del turismo archeologico” in uno scenario mozzafiato, con le bellezze dell’antica città della Magna Grecia in provincia di Salerno. Da qui, se ce ne fosse ancora bisogno, arrivano nuove certezze: la Sardegna piace sempre di più ai turisti, e Barumini si conferma una delle mete più ricercate dell’Isola per il turismo archeologico, storico e culturale. L’appuntamento di tre giorni a fine novembre nel territorio della Campania, ha rappresentato un’occasione unica per i tantissimi visitatori che si sono recati nello spazio della Fondazione Barumini. Una presenza che ha permesso di raccontare ancora una volta, le meraviglie della civiltà nuragica visibili all’interno del sito Unesco di Su Nuraxi, ma anche i reperti custoditi al Polo museale di Casa Zapata, con l’opportunità di conoscere le iniziative ospitate nell’intero arco dell’anno al Centro culturale Giovanni Lilliu. “La presenza della Fondazione all’evento di Paestum, si inserisce nel percorso di promozione nazionale e internazionale messo in campo per valorizzare il territorio. Allo stesso tempo, far conoscere a una platea sempre più vasta, le nostre bellezze archeologiche e attivare nuove sinergie con i tanti enti e istituzioni partecipanti alla manifestazione”, spiega Emanuele Lilliu presidente della Fondazione. La Borsa mediterranea del turismo archeologico rappresenta uno degli appuntamenti più importanti nel panorama nazionale ed europeo per il turismo archeologico, storico e culturale, perché mette in contatto appassionati e turisti con gli studiosi e operatori del settore per promuovere le bellezze nazionali, e Barumini è stato un fiore all’occhiello nel panorama isolano, con il suo sito il nuraghe Su Nuraxi patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1997, uno dei più importanti di tutto il Mediterraneo, visitato ogni anno da quasi 130 mila turisti. Tante sono state le persone presenti all’evento, che hanno detto di voler programmare le prossime vacanze in Sardegna non solo nella stagione estiva, in particolare a Barumini per visitare i suoi importanti monumenti, e scoprire anche altri luoghi dell’entroterra isolano. Il segretario generale della Fondazione Barumini Tonino Chironi sostiene che: “Il successo dell’importante Borsa di Paestum, conferma la bontà del grande sforzo della Fondazione nell’ottica di consolidare la presenza di Barumini nei flussi turistici nazionali e non solo. Anche questo percorso è sviluppato in sintonia con gli obiettivi della Regione Sarda, che sta investendo ingenti risorse per sostenere questi percorsi di valorizzazione culturale”.   La Fondazione Barumini Sistema Cultura ha portato all’appuntamento di Paestum la sua consolidata esperienza di modello di gestione della Reggia nuragica, cui nel tempo ha saputo ampliare il ventaglio dell’offerta culturale, sviluppando un progetto di rete che ha permesso di inglobare anche il Polo Museale di Casa Zapata con Nuraxi ‘e Cresia, il Centro culturale Giovanni Lilliu e la Scuola di scavo e restauro archeologico. Un’attività di tutela, conservazione, accoglienza e visita guidata ai siti, alla quale è stata integrata l’offerta culturale attraverso la realizzazione di mostre, eventi, manifestazioni, laboratori didattici, attività di studio, ricerca e divulgazione, e differenti attività di promozione turistica a livello regionale, nazionale e internazionale, che coinvolgono non solo Barumini ma l’intero territorio della Marmilla e Medio Campidano. L’enorme potenziale ricaduta in termini culturali ed economici che il turismo può generare su piccole realtà, e che le amministrazioni pubbliche hanno il dover di intravedere, cogliere e tradurre in termini concreti, ha prodotto importanti risultati alla Fondazione, nella quale lavorano quasi 60 dipendenti a tempo indeterminato, cui si aggiungono collaboratori stagionali e alcuni tirocinanti. Questo è il turismo culturale che appunto genera sviluppo, ricadute economiche e occupazionali.

© Riproduzione riservata