Barumini, la prima del cortometraggio “Cast in Bronze”


di Anna Luisa Garau Foto di Mauro Collu
  Nel pomeriggio di ieri 29 aprile a Barumini, nel museo dedicato a Giovanni Lilliu, si è tenuta la prima proiezione del cortometraggio “Cast in Bronze”.  L’iniziativa è stata inserita dall’amministrazione comunale negli eventi de “Sa die de sa Sardigna”. Nella sala gremita, erano presenti il cast e la troupe. La proiezione, della durata di trenta minuti, è stata ripetuta due volte, per dare la possibilità a un maggior numero di persone di assistere. È stata preceduta dalla presentazione, tenuta dal produttore Francesco Diego Cheratzu della Nor Films e dal regista Mario Giua Marassi.  Dopo i ringraziamenti di rito a tutti coloro che hanno partecipato, collaborato e contribuito alla realizzazione del cortometraggio, hanno brevemente illustrato il suo contenuto e significato. Alle scene del corto hanno partecipato 43 persone, tra attori e comparse. La maggior parte delle scene sono state girate nel territorio di Pabillonis, partner del progetto. Gli attori hanno recitato in protosardo, testo originale tradotto in italiano da Mauro Maxia, esperto linguistico.  Essendo la sceneggiatura incentrata nella Sardegna dell’età del Bronzo, la parlata in proto sardo hanno reso le scene più fedeli alla realtà di quel periodo, arricchendola della sonorità della lingua sarda. Le scene di combattimento sono state curate da Walter Siccardi, specializzato in combattimento scenico. Viene rappresentata una società nuragica lontana dagli stereotipi, da un’immagine della Sardegna incivile, mediocre, grossolana. Mostra una collettività fondata sull’organizzazione sociale, saldamente strutturata, basata su rituali e culti complessi. Tema principale "l'ambigua storia d’amore" tra i protagonisti.  Il cortometraggio racconta le vicende di due ragazzi, interpretati da Mauro Massa e da Emanuela Fanni, che diventano non per loro scelta, un guerriero e una sacerdotessa. Tra gli attori anche Sofia Monni, Pierpaolo Stera, Federico Saba e Lia Cadeddu, la cui interpretazione è stata magistrale. «La realizzazione del corto ha chiesto un grande lavoro fisico e mentale», ha detto il regista Mario Giua Marassi, che con lo storico Andrea Garau che ha collaborato alla sceneggiatura del film, hanno creduto nel progetto, sostenuto anche dal padre di Andrea, Antonio Garau, venuto a mancare nel gennaio scorso, a cui è stato dedicato un lungo applauso. Il cortometraggio non ha disatteso le aspettative, il risultato finale è sicuramente di grande effetto e gli applausi dimostrano l’apprezzamento della platea.

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