Da lunedì 8 febbraio porte aperte ai visitatori e turisti che si recano a Barumini, e stavolta con grandi novità. Dopo tre lunghi mesi, con la chiusura imposta dal Governo nazionale per il contenimento della pandemia da Covid-19, riaprono i cancelli ai turisti dal lunedì al venerdì, per il nuraghe Su Nuraxi, il polo museale di Casa Zapata con Nuraxi ‘e Cresia, e il Centro culturale Giovanni Lilliu. In attesa di tempi migliori, allo stato attuale sono escluse le visite nel fine settimana. Una giornata tanto attesa dalla Fondazione Barumini Sistema Cultura che gestisce i monumenti col servizio di accompagnamento e guardiania, e dalle migliaia di turisti che arrivano in Marmilla per visitare le bellezze archeologiche, storiche e ambientali del territorio. Ma soprattutto al nuraghe Su Nuraxi sito Unesco dal 1997, mèta giornaliera di centinaia di visitatori.
La novità stavolta, è l’illuminazione che permetterà di giorno e di notte, di scoprire con le visite guidate ogni piccolo segreto della Reggia nuragica, più sicurezza per tutti i visitatori e un’immagine ancora più nuova del monumento archeologico.
Tra l’altro, sono stati consegnati i lavori di restauro di alcune parti del sito, e di messa in sicurezza dell’area che ha permesso l’installazione del nuovo impianto d’illuminazione, ma anche l’abbattimento di barriere architettoniche, l’attivazione del nuovo sistema di videosorveglianza e il rifacimento dello scivolo d’ingresso all’area archeologica.
Un lavoro intenso, che permetterà una migliore disponibilità di tutto il sistema.
Per permettere la massima fruizione dei siti in piena sicurezza, sono state attivate tutte le idonee procedure per il rispetto delle distanze, per la protezione individuale e per il controllo degli ingressi.
“Finalmente possiamo riaprire al pubblico i tesori archeologici e culturali del nostro territorio - afferma Emanuele Lilliu presidente della Fondazione Barumini Sistema Cultura - Sono stati mesi difficili per la Fondazione e i suoi dipendenti, ma anche per la diffusione della cultura, vero patrimonio e pilastro della Sardegna e dell’Italia”.
Si riprende quindi, dopo un danno economico rilevante, sia per l’attività nelle strutture archeologiche, storiche e culturali, ma anche per le attività di ristorazione, alberghi e rivendite varie.
“Nonostante questo momento di chiusure e difficoltà, necessarie per frenare la diffusione del contagio, il lavoro della Fondazione non si è mai fermato, e nelle prossime settimane saranno svelati importanti progetti e appuntamenti” sottolinea Emanuele Lilliu.
L’obiettivo comune è quello di rimettere subito in movimento il settore turistico e il suo indotto, grazie anche al lavoro di squadra, con un’offerta ancora più ricca e integrata. Nell’attesa che in tempi relativamente brevi, cessi questa terribile pandemia e si torni a viaggiare, permettendo l’arrivo dei turisti da tutte le parti del mondo.
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