Auschwitz I, II e III


di Sandro Renato Garau
  “Non si azzardi nessuno a dire che ad Auschwitz I, Auschwitz II e Auschwitz III non è successo niente”.   Il 1° settembre 1939 la Germania nazista invade la Polonia dando inizio alla seconda Guerra Mondiale. il 3 settembre 1939, Francia e Gran Bretagna, dichiarano guerra alla Germania. Il 17 settembre 1939 l’Unione Sovietica invade la zona orientale della Polonia. Tra il 27 e il 29 settembre del 1939 il governo polacco fugge in esilio; Germania e Unione Sovietica si spartiscono la Polonia. Auschwitz, nel distretto di Cracovia, si trova nella zona spettata ai Tedeschi. Dal 1° settembre 1939 e sino alla fine dello stesso anno, dalla Germania iniziano le deportazioni degli Zingari verso Auschwitz, poi è il turno dei prigionieri politici Polacchi. Nei primi mesi del 1940 Auschwitz viene individuato come il luogo ideale per le deportazioni. Sino alla metà del 1942 la maggior parte dei deportati sono Polacchi. Solo dal 1942 iniziano a prevalere gli Ebrei. È l’inizio dell’annientamento. L’85% dei deportati sono Ebrei. Il 90% delle vittime saranno Ebrei. La scelta di Auschwitz risale al 1941 quando Hitler conferma che vuole eliminare fisicamente tutti gli Ebrei che si trovavano nei territori tedeschi o invasi dalle sue armate, perché pericolosi per la grande Germania. Nomina comandante del campo di Auschwitz Rudolf Auschwitz Rudolf Höss che appena nominato scrive “… Il Führer ha ordinato la soluzione finale della questione Ebraica … I centri di sterminio attualmente esistenti a Occidente non sono assolutamente in condizioni di far fronte alle operazioni previste. Ho scelto perciò Auschwitz, sia per la sua ottima posizione dal punto di vista delle comunicazioni, sia perché il territorio … può essere facilmente isolato e camuffato.” Il dicembre 1941 o forse il gennaio 1942, secondo Höss, è l’inizio dello sterminio degli Ebrei Il 15 febbraio 1942 giunge ad Auschwitz. il primo treno proveniente dalla Germania che trasportava Ebrei, erano 999. Sino alla data in cuoi iniziano le “Marce della Morte”, nel gennaio del 1945, secondo fonti del Museo dell’Olocausto, i deportati sono 1.300.000, dei quali 1.100.000 furono uccisi. I numeri di deportati per nazione ad Auschwitz I-II-III, secondo la stessa fonte sono: Ungheresi 438.000, polacchi 300.000, francesi 69.114, dei Paesi Bassi 60.085, greci 55.000, belgi 24.906, boemi e della Moravia 46.099, svolacchi 26.661, belgi 24.906, tedeschi e austriaci insieme 23.000, slavi 10.000, italiani 7.422. 70.000 prigionieri politici polacchi, 23.000 zingari, 10.000 i prigionieri russi, e poi i testimoni di Geova, criminali comuni, omosessuali e altre categorie. Auschwitz non era un solo campo. Attorno al distretto della cittadina di Oświęcim c’erano due campi, Auschwitz I e Auschwitz II a Brzezinka (Birkenau), l’altro, Auschwitz III era nel territorio della vicina Monowice. Auschwitz I, era il campo di concentramento madre, quello del “Arbeit macht frei”.  40 ettari di territorio, con una caserma dell’esercito polacco dove i cameroni dei soldati diventano “Blocchi” per i deportati. Nell’agosto del 1944 ad Auschwitz II - Birkenau, ci sono 300 baracche, alcune in legno, altre in mattoni che ospitavano 100.000 deportati. Questo campo di sterminio è a tre chilometri dal Auschwitz I, 175 ettari circa di terreno paludoso dove si entrava comodamente in treno stipati dentro i vagoni merci, si arrivava sino alle camere a gas, attigue ai quattro forni crematori. Era il campo più attrezzato tra quelli dei dintorni: scarseggiava l’acqua; le baracche erano infestate da una grande quantità di topi; i corpi delle persone che morivano di fame, freddo o perché uccisi dalle SS venivano bruciati; gli stessi internati erano obbligati a scaricare le ceneri provenienti dai crematori in uno stagno; vi era un “blocco della morte”, dove si attendeva pazientemente il proprio turno; una sauna rigeneratrice e una sala per la disinfestazione prima del trattamento con il gas; le latrine e i gabinetti per i detenuti, in qualche settore erano all’aperto, in altri erano in baracca a fianco ai letti a castello al centro delle stesse. Auschwitz III a Monowice era una fabbrica di materiale bellico, qui lavorava Primo Levi, qui erano impiegati prigionieri di guerra inglesi assieme a ebrei deportati. Sul cancello d’ingresso la stessa scritta che capeggiava sul portale del nel campo principale: “ARBEIT MACHT FREI” . Dal 1942 al 1944 sorsero altri 40 campi di concentramento circa, tutte filiali di quello principale Auschwitz I. Le diverse funzioni dei campi sono bene espresse dallo storico Franciszek Pipier: “I campi di concentramento, … si differenziano dai centri di sterminio soprattutto dalla tecnica adottata nel perseguire uno scopo identico, cioè l’eliminazione fisica delle vittime. Lo strumento principale di morte nei campi di concentramento, era la fame unita allo sforzo fisico” … nei centri di sterminio, solitamente, la fucilazione, le camere a gas e i forni crematori. Intorno al mese di giugno del 1944 il Comando delle SS decise di distruggere le prove dei crimini commessi ad Auschwitz. Dopo il 24 luglio 1944, quando Hitler e gli stessi alti comandi dell’esercito si rendono conto che stanno perdendo la guerra, danno ordine di bruciare gli schedari e i registri dei detenuti con l’elenco degli Ebrei deportati. Non vogliono lasciare tracce. Nel luglio-agosto 1944 l’Armata Rossa, arriva a 200 km da Auschwitz mettendo in agitazione Rudolf Höss e tutto l’apparato militare dei campi. A settembre 1944, a Birkenau, iniziò la bonifica degli stagni dove erano state depositate le ceneri dei crimini. Non si volevano lasciare tracce. A fine ottobre 1944 fu smantellato uno dei forni crematoi. Sino al novembre 1944 i Tedeschi continuano a sterminare Ebrei, nelle camere a gas e con ogni altro mezzo, A ottobre e novembre 1944 sono eliminati i prigionieri della manutenzione dei forni crematori e delle camere a gas. Il 17 gennaio 1945 ad Auschwitz ci fu l’ultimo appello generale, erano presenti 67.012 detenuti; 31.894 a Birkenau e 35118 nei sottocampi di Monowitz. Il 20 gennaio del 1945 furono fatti saltare in aria gli ultimi forni. Tra agosto 1944 e gennaio 1945 iniziano le “Marce della Morte”, sono evacuati 65.000 detenuti, costretti, a spostarsi a marce forzate. Il 27 gennaio 1945, le truppe sovietiche arrivano ad Auschwitz. Trovano circa 8000 sopravvissuti che non possono camminare perché debilitati dalla fame, dalle malattie e dal freddo. La liberazione è arrivata. Anche La Sardegna ha pagato un altissimo tributo di deportati, politici e militari. Secondo Francesco Casula furono circa 12.000 mila i soldati sardi IMI (Internati militari italiani) rinchiusi nei lager nazisti dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, ad essi si aggiungano circa 290 ebrei o dissidenti politici.

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