Attesa per i lavori sulla 130 e per la strada tra Sestu - Assemini


di Gian Luigi Pala
I fondi (forse) ci sono ma ancora non si è predisposto alcun progetto definitivo e i pericoli lungo le strade più trafficate continuano. Parliamo della 130 dove si è in attesa da parte dell’Anas dei progetti definitivi che interessano Decimomannu, Assemini e Elmas per l’eliminazione degli incroci lungo la 130 per i quali la Regione ha pure stanziato i fondi. E altrettanto si auspica per i cinque chilometri che dividono Assemini e Sestu e che collegano la 130 con la 131 nel proseguimento della via Sardegna di Assemini. Qui vi è la richiesta congiunta dei due Comuni per 3 milioni di euro chiesti più di un anno fa alla Città Metropolitana di Cagliari. Richiesta ancora disattesa nonostante si tratti di una strada a intenso traffico dove si affacciano abitazioni e aziende ma con una carreggiata che ha di poco migliorato la sua originale vocazione di “strada di penetrazione agraria”. Davvero grandi i pericoli corsi dagli automobilisti tutti i giorni mentre al calar della luce naturale diventano ancora maggiori visto il deterioramento della già scarsa segnaletica orizzontale con le strisce diventate uno sbiadito ricordo. “Dalla Città Metropolitana - spiega il sindaco di Assemini Sabrina Licheri -ci hanno spiegato di avere a disposizione appena un milione destinati alla manutenzione delle strade dei 17 Comuni che compongono l’ente”. Troppo pochi visto come la richiesta congiunta presentata dai Comuni di Assemini e Sestu è di tre milioni. E i bilanci dei due Comuni non inducono certo a una soluzione autonoma o quantomeno a “due tasche”. Per due motivi: uno, che la strada (in tutto 5 chilometri) è quasi interamente nel territorio di Assemini mentre Sestu è interessata appena per 500 metri. Impensabile un impegno alla pari tra i due enti. Che fare, allora? “Siamo in attesa del finanziamento”, allarga le braccia il sindaco di Sestu Paola Secci, “e speriamo come i lavori possano essere inseriti tra le opere incluse nel Patto per il Sud”. Speranze, mentre i pericoli e rischi sulla strada rimangono e vengono sempre più acuiti dal tempo e dalla conseguente usura. Discorso diverso, invece, per i lavori di eliminazione degli attraversamenti sulla 130. Qui i soldi, dalla Regione, sono stati stanziati e si aspetta la definizione dei progetti. L’anno scorso erano cominciati persino i “carotaggi” dei terreni lungo la 130 per saggiare la compattezza del terreno ma, di concreto, niente ancora si è visto nonostante il 2019 fosse stato indicato come data di apertura dei cantieri. Si vedrà. Nei progetti di massima presentati dai tre Comuni di Decimomannu, Assemini e Elmas è prevista la realizzazione di sopraelevate sia a Decimomannu che a Assemini mentre Elmas nell’arco dei vent’anni da cui si era iniziato a parlare di migliorare la sicurezza lungo la 130 si è rimasti fermi e convinti della convenienza di una specie di quadrifoglio con svincoli e sopraelevate all’altezza dell’Istituto Agrario. Ipotesi tutte condivise e ora all’attenzione dell’Anas che però dimostra di avere tempi più lunghi di quelli auspicati dagli amministratori comunali così come degli automobilisti. Da riconoscere però come la pericolosità della 130 tra Decimomannu e Elmas e così anche gli incidenti mortali, sia drasticamente diminuita con la realizzazione del guardrail a dividere la carreggiata lungo le due diverse corsie di marcia. Non è molto ma non è nemmeno poco anche se i pericoli e gli incidenti ora si registrano quasi tutti all’altezza dei tre semafori installati a Assemini (due) e a Elmas.

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