Dall’inizio dell’anno, in via sperimentale, nel quartiere di via Coghe e Sa Costera, posti oltre ferrovia è stato istituito il nuovo servizio di raccolta dei rifiuti attraverso delle strutture fisse dislocate lungo le strade. Tutto bene? I giudizi si dividono: bene, sì, perché si tratta della nuova “frontiera” del servizio pubblico già adottato nelle città del nord Italia e in Europa; no, perché appare difficoltoso conferire gli stessi rifiuti trasportati da casa fino all’apposito contenitore. E le polemiche si sprecano. Coinvolti con il nuovo servizio ci sono finora 2500 residenti di Assemini (dei 27 mila totali). Il servizio era partito a novembre affiancato però dal vecchio sistema del porta a porta ora definitivamente archiviato col nuovo anno. E sono in molti a lamentarsene. I grandi contenitori sms (stazioni multiscomparti mobili) sono attivi cinque giorni a settimana e vengono spostati, a turno, in 12 postazioni diverse. L’utente, quindi, deve informarsi quando il contenitore è più vicino alla sua abitazione per servirsene. Il loro utilizzo richiede però un’apposita eco card rilasciata dal Comune per ogni utenza familiare. Non sempre però funziona e così sono in molti a desistere abbandonando i rifiuti a ridosso dei grandi contenitori. «Si tratta di un servizio
sperimentale», spiega l’assessore all’Igiene pubblica Alessandra Meloni, «e come tale migliorabile, certamente». Come ovviare all’abbandono dei rifiuti a ridosso dei contenitori? «Semplicemente segnalando il disguido al Comune, attraverso il numero verde della ditta che interverrà subito ma non certo abbandonando i rifiuti lungo la strada».
Già l’amministrazione precedente aveva pensato di modificare il metodo della raccolta dei rifiuti col sistema porta a porta ritenuto troppo dispendioso e non al passo con i metodi che si adottano nei centri dove il servizio funziona meglio. La prospettiva di modificare nell’intero centro abitato il sistema del porta a porta aveva scatenato la movimentazione dei cittadini che attraverso comitati spontanei avevano raccolto fin a 8 mila firme e tutti dichiaratamente contrari. Una mossa che aveva spaventato e “ingessato” la precedente amministrazione guidata da Mario Puddu che aveva ovviato rinnovando di un altro anno il vecchio appalto ma che ora il sindaco Sabrina Licheri sta avviando seppure in forma sperimentale in una parte della città. Con alterni risultati e discordanze di pareri. Intanto, l’amministrazione comunale informa ora come gli utenti impossibilitati per gravi motivi al conferimento dei rifiuti domestici presso gli Sms nelle zone interessate dal servizio possono rivolgersi negli uffici dei Servizi Tecnici di via Marconi 87 o tramite il portale istituzionale ritirare o scaricare il modulo autocertificativo «per l’attestazione sotto la propria responsabilità dell’impossibilità dell’utilizzo delle attrezzature». Sarà poi l’amministrazione «a valutare ciascuna istanza adottando le opportune soluzioni alternative così da consentire dal nuovo anno il corretto conferimento dei rifiuti».
© Riproduzione riservata