Arbus, turismo lento, si aprono nuove frontiere: il territorio si arricchisce di proposte e itinerari


di Gianni Vacca
Nuovi orizzonti e nuove possibilità di crescita si intravedono in un territorio, l’arburese, che ben si presta a dare ospitalità a quella nuova forma di turismo, conosciuto come turismo lento. Destinatari coloro che messi da parte i ritmi frenetici della vita in città amano immergersi ed esplorare grandi spazi aperti ricchi di storia, nuove e antiche culture e tradizioni che solo un’isola-continente come la Sardegna riesce a offrire. Un segmento turistico in continua crescita, con caratteristiche tra l’altro di forte destagionalizzazione, che a livello mondiale riesce a muovere milioni di persone sempre più spinte e affascinate da contesti di grande valenza ambientale. Il trend di crescita che si registra a livello internazionale non poteva dimenticare la nostra isola e in particolare il nostro territorio sempre più interessato a questa nuova forma di turismo. [caption id="attachment_114166" align="alignnone" width="1200"] Pozzo Amsicora[/caption] Diverse le iniziative poste in essere da alcune Associazioni (nutritissimo negli ultimi tempi il calendario proposto dal CEAS di Ingurtosu e dall’Associazione Culturale Sant’Antonio Arbus ODV) e da alcuni privati che ben coadiuvati dalla presenza di alcune preparate guide turistico-ambientali danno la possibilità ai visitatori, illustrandone gli aspetti culturali, di scoprire e affacciarsi in spazi incontaminati, villaggi abbandonati, tratti di litorale di una  bellezza incomparabile e una sentieristica che affonda le proprie radici nella grande industria estrattiva mineraria, ancora perfettamente visibile, che ha caratterizzato la storia sociale ed economica dell’intero  territorio per almeno due secoli. Montevecchio e Ingurtosu spesso fanno da capolinea verso Piscinas, il monte Arcuentu grande sentinella del territorio, o la Costa Verde. Mentre da Scivu si può attraverso sentieri mozzafiato raggiungere Capo Pecora. Il territorio è tappa però anche di un grande cammino religioso, “Il Cammino minerario di Santa Barbara” e del “Cammino delle 100 Torri” che si snoda lungo l’intera costa della Sardegna e del quale Arbus è comune capofila. Come non ricordare poi i 70 km da percorrere in quattro giorni del cammino di Sant’Antonio che ogni anno, intorno alla metà del mese di giugno in occasione della festa a lui dedicata, porta i pellegrini da Arbus alla frazione di Sant’Antonio di Santadi?

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