L’Associazione Culturale Angeli nel Cuore con il patrocinio del comune di Arbus, assessorato alle Politiche sociali, ha recentemente organizzato nell’aula consiliare un interessante convegno sull’importante tema del gioco d’azzardo patologico, una malattia che si diffonde sempre più in tutto il mondo a velocità impressionante meglio nota con il nome di ludopatia. Presenti al convegno l’assessore comunale alle Politiche sociali Veronica Aru, l’equipe multidisciplinare specializzata del Serd di Guspini, diversi operatori del servizio di prevenzione e cura regionale e naturalmente Adele Frau Presidente dell’associazione Angeli nel Cuore che da anni attraverso lo Sportello di Ascolto ha attivato un valido punto di riferimento nel contrasto a questo pericolosissimo fenomeno. Il fenomeno come affermano i relatori in apertura di convegno sono preoccupanti: «La diffusione del gioco d’azzardo e i casi di ludopatia in Italia sono in continua crescita e non risparmiano neppure la nostra regione e, nello specifico, neppure il nostro territorio.
Un fenomeno sociale per la sua gravità sicuramente non trascurabile che porta con sé un imponente giro d’affari». Lo confermano i dati più recenti che parlano di circa diciassette milioni d'italiani affetti da tale patologia che nell’ultimo anno hanno abbondantemente superato in giocate i centodue miliardi di euro. L’Italia detiene il primato europeo per quanto concerne il tasso di slot machine per abitante, ben una ogni centocinquantuno abitanti. Quando il gioco d’azzardo diventa un problema e pone il soggetto attraverso comportamenti compulsivi a una perdita di controllo nel suo agire d’azzardo? Diverse le diapositive mostrate al numeroso pubblico individuano alcune situazioni: quando il problema interferisce con il lavoro, quando danneggia la salute mentale o fisica , danneggia finanziariamente e quando causa problemi con gli amici e la famiglia. La regione Sardegna è corsa ai ripari a tale fenomeno con la Legge regionale n. 2 del gennaio 2019 che detta disposizioni in materia di prevenzione e contrasto al “Disturbo da gioco d’azzardo”, il parlamento italiano lo ha fatto a partire dal 2008 con diversi interventi legislativi , mentre i comuni le realtà che in effetti operano il primo filtro, lo fanno attraverso i servizi sociali e diverse associazioni di volontariato. «Il progetto regionale ha l’obiettivo di poter integrare i vari servizi che possano così agire in sinergia a partire proprio dai comuni, dai servizi sociali e le varie associazioni.
E’ importante il riconoscimento precoce del problema, l’ascolto dei familiari e la prevenzione. Questo è il modello. Non va neppure dimenticato che spesso il gioco d’azzardo patologico è originato anche alla crisi economica e dall’illusione di una possibile facile vincita e da altre dipendenze quali droghe e alcol». Un ulteriore pericolo è rappresentato dal gioco online, fusione del gioco d’azzardo patologico con la internet-dipendenza dove il soggetto privo di qualsiasi capacità rimane imprigionato in un ulteriore circolo vizioso.
© Riproduzione riservata