Michele Schirru, 27 anni, è dal 2015 Vice Sindaco e Assessore del Comune di Arbus. Laureato in Scienze Politiche all'Università degli Studi di Cagliari, ha iniziato giovanissimo con la politica e l’associazionismo, con i ruoli di rappresentanza studentesca al Liceo e all’Università. Ha fatto parte di Sel dalla sua fondazione fino al suo scioglimento, avvenuto nel 2016. E' tra i soci fondatori dell'Associazione "Arbus 2020". Fa parte del Consiglio Regionale di Anci Sardegna e di Anci Giovani Sardegna. Ha aderito formalmente al Partito Democratico nel giugno del 2019. La sua storia politica è sempre caratterizzata da una lunga militanza in una sinistra radicale piena di contenuti e fortemente ideologica. La scelta di aderire al Partito Democratico a cosa è dovuta ? La sinistra in Italia attraversa, purtroppo, un periodo di grande complessità e fragilità. Ho sempre militato nella sinistra pensando che la dialettica sui contenuti dovesse concludersi con una sintesi politica volta all’unità, che potesse portare ad un miglioramento generale delle condizioni di vita delle persone, seguendo i principi dell’uguaglianza della solidarietà e dei diritti. Questo, è spesso accaduto a livello locale, dove non ci sono mai state ingerenze. A livello nazionale, no. La sinistra fuori dal Pd, quasi non esiste più. In questo contesto, con altri amici, dopo lo scioglimento di Sel ho avuto un progressivo avvicinamento al PD. Dopo la vittoria di Zingaretti al congresso, con l’inizio di un nuovo corso, ho deciso di partecipare alla vita politica del partito. C’è tanto da lavorare, tanto da cambiare, a tutti i livelli: daremo il nostro contributo con spirito positivo. E’ una scelta questa che potrebbe mettere in discussione, in vista del rinnovo del consiglio comunale, anche il quadro politico di maggioranza attuale? La nostra maggioranza è nata come proposta civica e progressista. La mia scelta non mette in discussione il quadro politico in Comune ed anzi lo rafforza: sia io che il Sindaco Ecca apparteniamo al Partito Democratico. Per il futuro, l’idea è di mantenere un profilo di civismo e rinnovamento, all’interno di un quadro politico di centrosinistra. Quattro anni di amministrazione: è possibile tracciare un bilancio? Quali le azioni che hanno maggiormente caratterizzato la vostra azione amministrativa e quali quelle del suo assessorato? Al quarto anno, stiamo raccogliendo frutti di un duro lavoro in tutti i settori. Per quanto mi riguarda, sono molto soddisfatto della crescita culturale del nostro paese. Il mio orgoglio più grande, è aver riaperto la Biblioteca Comunale nel 2016: oggi è un punto di riferimento per tante persone e offre molti servizi. [caption id="attachment_52220" align="alignnone" width="360"]
Inaugurazione della biblioteca comunale[/caption]
Questo è il più bel risultato, insieme all'accordo sulla pesca ottenuto con il Ministero della Difesa nel 2017. Sulla scuola si è investito tantissimo, introducendo 15.000 euro all’anno di borse di studio, mettendo in opera quasi 1 milione di euro di lavori sugli immobili scolastici. Da settembre, con altri 50.000 euro, saranno allestiti i nuovi arredi. Possiamo dire che tutti gli Assessorati hanno svolto un buon lavoro, giocando di squadra: benissimo l’abbellimento e la manutenzione del centro urbano, le politiche sociali, la promozione turistica e il marketing territoriale, i lavori sugli impianti sportivi, l’ecocentro, la conclusione e la consegna delle case a canone sociale e moderato, i servizi di ludoteca tutto l’anno. Ora attendiamo la conclusione delle opere nel Palazzetto dello Sport, all’ex Refettorio e della condotta idrica di Abbanoa per la Costa Verde. Non si può dimenticare inoltre, la situazione finanziaria: oggi il Comune di Arbus ha stabilmente un saldo di cassa positivo. Nel 2015 al nostro arrivo, i conti erano in rosso.
Quali le maggiori difficoltà incontrate nell'amministrare un comune con numerose problematiche come Arbus? C'è qualcosa che avrebbe voluto realizzare rimasta in sospeso?
La difficoltà maggiore è governare un paese così esteso ed eterogeneo con una macchina dimensionata sulla base dei residenti, circa 6.200.Quindi, la gestione complessiva del territorio è la maggiore difficoltà. Sicuramente avrei voluto che i lavori al Palazzetto si fossero conclusi molto prima, e forse, che attraverso la pianificazione territoriale si fosse riusciti a dare uno sblocco allo sviluppo turistico: ma sono solo appuntamenti rinviati.
Meno di una anno al rinnovo del consiglio comunale. Un buon motivo per il quale i cittadini dovrebbero confermarvi la fiducia?
Dare finalmente una continuità amministrativa, che manca dal decennio 1990-2000. Abbiamo la necessità di portare a termine progetti importanti già avviati. Oggi siamo molto più sicuri e pratici rispetto a 4 anni fa nell’azione amministrativa. Abbiamo dimostrato che le nuove generazioni possono governare un paese. E si può ancora migliorare tanto.
Programmazione e pianificazione del territorio. Il Puc è quasi in dirittura d'arrivo, il Pul bisogna ancora attendere. Due strumenti importantissimi per il territorio. Sono state fatte a suo parere le scelte giuste oppure bisognerà in qualche maniera rivedere magari qualcosa?
Penso che il PUC e il PUL siano davvero la chiave dello sviluppo del territorio. Il PUC predisposto, va bene: penso alle nuove zone F di Sant’Antonio di Santadi, di Ingurtosu, la possibilità di sbloccare Funtanazza, il camping di Gutturu e Flumini, riqualificare Portu Maga, la portualità a Porto Palma. Niente è definitivo, una volta approvato il piano si potranno in futuro approvare le varianti se necessario. Con il PUL, entro il 2020 sarà definito lo schema di gestione degli arenili e i loro servizi per i prossimi anni. Più servizi con poco impatto lasciando anche spazi liberi nelle spiagge.
Unione dei comuni, enti intermediari utili anche se finora poco è cambiato, oppure è stato un errore l'abolizione delle province?
Abolire le Province è stato un grave errore. Lo schema a otto andava benissimo: c’erano più servizi e attenzione sui territori periferici. I commissari e i loro “sub” costano quasi quanto le intere giunte. Spero che la Regione dia vita ad una riforma e disponga l’elezione di primo livello per i Consigli Provinciali. Per le Unioni dei Comuni, è urgente dotarle di competenze chiare, risorse e personale.
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