di Gianni Vacca
Domenica 23 ottobre la locale sezione dell’Avis ha festeggiato con una serie di iniziative il suo 61° anniversario di attività.
Questo il programma della manifestazione: alle 9.45 nella sede in via Cavallotti 103 c’è stato il raduno dei partecipanti e la sfilata con i labari; alle 10.30 nella Chiesa San Sebastiano Santa Messa in ricordo dei donatori defunti celebrata dal parroco don Daniele; alle ore 12 nella Sala Ricevimenti Hotel Ristorante “Soffio di vento” cerimonia di premiazione dei donatori con consegne di benemerenza di 70 distintivi in rame, 40 in argento, 10 in oro e 3 in oro con rubino.
La cerimonia di premiazione si è aperta con i saluti del Presidente della sezione locale Antonio Atzeni cui sono seguiti gli interventi delle autorità e dei rappresentanti dell’Avis regionale, di quella provinciale del Medio Campidano, della Consulta giovani Avis Medio Campidano, dell’Avis consorelle e delle associazioni presenti. I lavori sono stati coordinati da Salvatore Sanna. Dalle ore 13.30 si è dato vita al pranzo sociale impreziosito da animazione musicale.
Nel corso della giornata sono stati festeggiati anche i 102 anni di Salvatore Piredda colui che nel lontano 1961 diede vita assieme a un gruppo di autentici pionieri alla locale sezione che attualmente conta oltre 400 donatori. La giornata ha visto il patrocinio del Comune di Arbus, presente il sindaco Paolo Salis per i saluti istituzionali. I 61 anni di attività dell’Avis Arbus sono stati caratterizzati in quattro diversi periodi da quattro presidenti che tantissimo hanno dato all’associazione. Nell’ordine ricordiamo il Presidente fondatore Salvatore Piredda e a seguire i compianti Antioco Murtas e Franco Melis e ancora Gianni Lampis e in ultimo l’attuale presidente Antonio (Antonello) Atzeni.
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Al centro il Presidente Antonello Atzeni[/caption]
«L’attività dell’Avis - ricorda il presidente Antonello Atzeni- non si limita però solo alla donazione ma anche ad altre numerose attività nel campo del sociale. Rimane sempre vivo il problema della sala prelievi per cui l’Associazione si batte da anni: «Si è vero - precisa Antonello Atzeni - quello più importante per l’associazione ma non solo, perché coinvolge strettamente anche l’intera comunità arburese. Abbiamo fatto richiesta per la disponibilità della sala tuttora inutilizzata di cui dispone la Casa della Salute, attendiamo risposte sperando nella sensibilità dei poteri decisionali». Il servizio, se riattivato, farebbe da punto di riferimento non solo per le donazioni periodiche cui si sottopongono i volontari ma sarebbe anche in grado di rispondere alle necessità dei cittadini, in modo particolare al disagio degli gli anziani, spesso costretti per le analisi del sangue a recarsi nei centri vicini. L’Avis Arbus grazie all’ottima gestione del gruppo dirigente supportato anche dall’ingresso nell’associazione di alcuni giovani volontari dispone attualmente di numeri davvero interessanti che la pone ben al di sopra della media dei dati regionali. La sezione Avis di Arbus è tra le più longeve della Sardegna. La sua carta d’identità ci ricorda infatti che fu fondata sessantuno anni fa, esattamente il 2 giugno del 1961 per iniziativa di un gruppo di coraggiosi pionieri del volontariato guidati da Felicino Piredda, per anni presidente e figura carismatica dell’associazione
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